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La magia de “La montagna ritrovata”,
dove si incontrano Ulisse e Leopardi
Bellezza in cui rifugiarsi

ROTELLA - Presentato il festival che in due fasi, 28-30 giugno e 5-7 luglio, scommette su temi alti portando spettacoli in luoghi suggestivi come Castel di Croce e Montemisio. Introspezione, filosofia, musica e teatro con ospiti d'eccezione che vanno da Colangeli a Persian Pelican. Gli organizzatori: «La nostra è una sfida culturale»

di Luca Capponi

Rivalutare attraverso l’arte luoghi a rischio dimenticatoio. E’ questo l’obiettivo de “La montagna ritrovata“, festival che porterà a Rotella e nelle sue frazioni Montemisio e Castel di Croce una serie di conversazioni teatrali che sfociano in musica, filosofia, storia, pronte a palesarsi in due differenti momenti; dal 28 al 30 giugno e dal 5 al 7 luglio. Temi elevati, ma che l’organizzazione targata Marca d’Autore conta di poter veicolare alla fasce più eterogenee di pubblico.

Troli, Pertosa, Ferretti, Santoni e Perozzi

Lo hanno ribadito gli stessi fautori dell’evento, vale a dire Alessandro Pertosa, Lucilio Santoni e Gino Troli, quest’ultimo in rappresentanza anche dell’Amat, che appoggia convinta l’iniziativa. «Dove c’è bisogno ci siamo, non solo davanti alle grandi platee ma anche negli angoli meno noti ed oggi in difficoltà a causa anche del sisma -specifica lo stesso Troli-. L’idea che abbiamo messo in campo e che è nostra intenzione, se ci saranno i presupposti, riproporre in futuro, è quella di lanciare una proposta scenica al pubblico in luoghi inconsueti eppure suggestivi, poco conosciuti, con lo sfondo di una montagna evocativa come l’Ascensione, tenendo stretto il legame con la sua storia».

Una suggestiva veduta di Rotella (dal profilo Facebook del Comune)

«Se si esclude il Festival dell’Appennino, per questi posti dal tale punto di vista si è sempre fatto poco -continua Pertosa-. Eppure, secondo noi, ripartire da qui è possibile. Abbiamo scelto Rotella perchè, oltre ai meravigliosi scorci che offre, è il comune che più insiste sul territorio dell’Ascensione».
E allora ecco che, prima ancora degli ospiti, il festival mette in campo i luoghi, davvero mozzafiato: dallo “spiazzile” di Rotella, piccola piazza sita nel cuore del vecchio incasato, a Montemisio e le sue leggende fino alla chiesa di San Severino di Castel di Croce, opera dell’architetto Vincenzo Pilotti, e all’immenso spazio lì si apre agli occhi.
La lista di ospiti, invece, va dall’attore Giorgio Colangeli alla Mabò Band, passando per Persian Pelican e l’omaggio alla cantastorie Rosa Balistreri (leggi qui il programma). Tra i protagonisti pure la clavicembalista Clementina Perozzi (si cimenterà anche in una versione di “Space oddity” di Bowie) e Donatella Ferretti, studiosa e insegnante di storia e filosofia. «La montagna è un luogo magico per vocazione, la nostra lo è ancor di più perchè nel tempo ha alimentato miti e leggende -spiega la Ferretti-. Oltre a ciò c’è la sfera simbolica, quel senso di meditazione e introspezione da cui inevitabilmente si è avvolti. Nella conversazione che terrò con le letture di Veronica Barelli, “Filosofia e solitudine”, parlerò proprio di questo e non solo; storie di anziani, contadini, pastori che intrecciano percorsi, con l’ausilio del bellissimo libro “Bella gente d’Appennino” di Giovanni Lindo Ferretti».

Giorgio Colangeli sarà tra gli ospiti

«La scommessa è quella di trasmettere un pensiero “alto” a più persone possibile, insistendo su autori come Omero e Leopardi, anche attraverso abbinamenti coraggiosi e poco battuti» ribadisce Santoni.
«Viviamo tempi filtrati dagli schermi dei telefonini, dove i giovani non conoscono i territori d’appartenenza, spesso veri e propri tesori, mentre le persone adulte li osservano dal computer anzichè immergersi in paesaggi da sogno -è la conclusione di Troli-. La nostra è una sfida culturale».
Vale la pena di riordare che tutti gli appuntamenti de “La montagna ritrovata” sono a ingresso libero.
Durante gli eventi che si terranno a Rotella sarà visitabile la mostra di Andrea Capriotti, che ha lavorato su alcune immagini scattate in loco dandogli un tocco onirico.

 

Musica, teatro, filosofia e lo spettacolare sfondo dell’Ascensione Al via “La montagna ritrovata”


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