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Caso Albula, Legambiente:
«Pronti al dialogo con il Comune,
prenda esempio da Grottammare»

SAN BENEDETTO - «Abbiamo inviato all’assessore un report molto dettagliato sulle attività di campionamento che i nostri specialisti hanno realizzato. La nostra è una battaglia di civiltà, ci piacerebbe che le foci dei nostri fiumi non siano delle fogne a cielo aperto»

La conferenza stampa odierna

di Marco Braccetti

Inquinamento della foce dell’Albula: dopo il botta e risposta dei giorni scorsi (leggi l’articolo) Legambiente tende la mano all’assessore Andrea Traini, ma comunque tiene il punto su alcune questioni sostanziali, invitando l’amministrazione comunale a fare di più per tutelare la salubrità di quel particolare corso d’acqua. «Abbiamo inviato all’assessore un report molto dettagliato sulle attività di campionamento che i nostri specialisti hanno realizzato alla foce dell’Albula – fanno sapere dall’associazione ecologista -. Insieme ai tecnici del Comune, Traini potrà fare le proprie valutazioni. Per quanto ci riguarda, restiamo disponibili al dialogo, abbiamo avuto dei contatti informali con l’esponente dell’amministrazione comunale sambenedettesi e, siamo sicuri, in futuro avremo un incontro ufficiale, per affrontare questo tema che sta a cure a tutti noi». Pur sottolineando che non è intenzione di Legambiente dare patenti di balneabilità, e ribadito che la foce dell’Albula è un’area formalmente interdetta alla balneazione, il portavoce Mattia Lolli rimarca:

Il prelievo all’Albula

«La nostra è una battaglia di civiltà, ci piacerebbe che le foci dei nostri fiumi non siano delle fogne a cielo aperto». Sulla nota al vetriolo scritta dal Traini dopo l’eco-blitz dell’altro giorno, la vicepresidente della sezione locale di Legambiente, Kessili De Berardinis ha detto che, secondo lei, certi toni potevano essere evitati. Un riferimento, probabilmente, alla ventilata azione legale che l’assessore ha fatto balenare nel suo intervento. «San Benedetto dovrebbe prendere esempio da altre realtà che hanno migliorato la salubrità dei propri corsi d’acqua, come ha fatto Grottammare con il Tesino – prosegue l’attivista -. Noi siamo pronti a collaborare e l’anno prossimo faremo una grande festa se, come ci auguriamo tutti, la foce dell’Albula non sarà più inquinata». A tal proposito, l’assessore grottammarese alla Sostenibilità Ambientale, Alessandra Biocca, ha fatto sapere che la Perla dell’Adriatico è pronta a collaborare con San Benedetto, nell’ottica di una condivisione di esperienze e “buone pratiche”. Ma come si potrebbero migliorare le cose? Magari anche attingendo al passato, con il “Contratto per tre torrenti a salvaguardia del nostro mare” (firmato a giugno 2014) che vedeva coinvolti Regione, Ciip, Arpam, Consorzio bonifica delle Marche, Aato, Picenambiente ed i Comuni di Acquaviva, Monteprandone e San Benedetto. Obiettivo? Un monitoraggio capillare di Albula, Ragnola e Canale Consortile. Stando a Legambiente, ma anche a qualche fonte interna al Comune di San Benedetto, questo importante protocollo attualmente è di fatto “scaduto” e dunque non più applicato.

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