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Coppa Paolino Teodori,
Vitellozzi: «Ora al lavoro
per le novità dell’edizione 2020»

ASCOLI - Il direttore dell’Automobile Club di Ascoli Piceno-Fermo esprime tutta la sua soddisfazione per la riuscita della 58esima edizione della Coppa Paolino Teodori. Tra le novità l'apprezzata diretta video, fra le criticità lo stato della strada e il problema del paddock, che apre un dibattito sull’utilizzo del pianoro di Colle San Marco

di Giorgio Tabani

Allora com’è andata questa 58esima edizione della Coppa Paolino Teodori?

«Sicuramente è stata un’edizione dal bilancio molto positivo per la maggior parte degli aspetti, poi chiaramente ci sono delle criticità per le quali ci impegneremo fin d’ora nel trovare una soluzione. una soluzione. La novità principale è stata rappresentata dalla diretta video, per noi si è trattato della prima esperienza in questo ambito e non nego che le difficoltà siano state tante, a partire dall’aspetto economico – che è sempre quello più importante – ma anche sotto il profilo tecnico, perché nessuno di noi aveva le competenze per gestire qualcosa del genere. Devo però dire che l’esperienza ce la siamo fatta sul campo e il risultato è stato apprezzato tantissimo sia dagli sponsor, che poi ci hanno la sua realizzazione, sia dal pubblico che ha seguito numeroso la diretta. Ci mancano ancora i dati numerici precisi in quanto Facebook ha avuto dei problemi tecnici a livello europeo in questi giorni, ma comunque basti considerare che già l’anno scorso quando provammo qualcosa del genere, ma molto più in piccolo, ci guardarono da oltre 50 nazioni. Ora ci aspettiamo qualcosa di ancora più eccezionale.

Stefano Vitellozzi

Conclusa la Coppa per il 2019, è tempo di bilanci e in questi casi non si può che iniziare con i ringraziamenti. Innanzitutto a tutti gli sponsor e alle Amministrazioni che ci hanno supportato, a partire dal Comune di Ascoli che – pur con sempre maggiore difficoltà – riesce ad assisterci nell’allestimento del percorso, anche se per alcune cose ci siamo dovuti arrangiare da noi. Devo poi ringraziare i piloti, che sono stati esemplari. Vorrei concludere facendo un sincero applauso ai ragazzi del gruppo sportivo della nostra associazione perché ogni anno trovano sempre nuovi stimoli ed energia per realizzare quest’evento. Si tratta di un collettivo di persone in cui non manca il dibattito e il confronto e questo penso sia un bene, perché quando tutto si fa in ottica costruttiva si riesce a migliorare continuamente. Ci mettono veramente l’anima, con grande sacrificio: si rinuncia a spazi di vita privata o lavorativa, causando anche problematiche perché il tempo da impegnare è parecchio. Li ringrazio tutti e non mi metto a fare nomi perché sarebbe davvero ingeneroso per quelli che lascerei fuori».

Quali sono state le criticità a cui accennava?

«Noi abbiamo un paddock stupendo, che si trova a pochi passi dalla linea di partenza, però si trova ormai a essere limitato per il “circo” che il Campionato italiano ed europeo si portano dietro, con dei tir enormi. Purtroppo, però, gli spazi sono questi e per questo con il Comune avevamo individuato un’area apposita da riqualificare e questo non soltanto ai fini della corsa, ma anche per una valorizzazione del pianoro. Spero sinceramente che questo progetto possa essere ripreso a breve, consentendoci così di metterlo in uso in tempo per il prossimo anno. Questo permetterebbe a noi di gestire meglio il paddock e far star meglio i piloti, ma anche a tutti i cittadini di fruire adeguatamente del pianoro di San Marco, in quanto il progetto prevede delle aree verdi attrezzate ecc. in un’ottica di promozione delle attività nella zona

Vitellozzi con il presidente dell Aci Ascoli-Fermo, Elio Galanti

L’altra grande, grandissima criticità come ormai ripetiamo da anni rimane la strada, che ogni anno è messa peggio. Noi facciamo sempre più fatica a garantire la sicurezza dei piloti che si muovono a velocità elevatissime e quando non si ha un fondo stradale perfetto il rischio è sempre che succeda qualcosa: il problema quindi è l’asfalto ma anche la segnaletica orizzontale, in quanto quei riferimenti quando sei così veloce sono essenziali. E poi c’è la questione dei guardrail, che si dimostrano fondamentali e lo sono stati anche quest’anno in occasione di incidenti importanti che ci sono stati. Andrebbero sistemati e servirebbe aumentarne anche la stesura. La strada è di competenza provinciale, se la Provincia non ha la forza economica e purtroppo so che è così magari sarebbe utile attingere a fondi esterni, anche regionali. L’importante è che si faccia qualcosa e questo non solo per noi, ma per la vita stessa di quel comprensorio. Gli eventi che potrebbe ospitare sono tanti, noi stessi potremmo tranquillamente pensare di farci anche altre manifestazioni di diverso tipo, di altre specialità, potremmo organizzarci dei test. Devo dire che il Cotuge sta aiutando le associazioni sportive per fare sempre più eventi, anche di livello, quindi qualcosa si sta muovendo. Però credo si debba fare di più, quei paesaggi stupendi, una vera oasi quasi incontaminata, ma così poco utilizzata. Mi viene in mente l’ex cava che è uno straordinario teatro naturale che potrebbe ospitare tranquillamente spettacoli, mostre ecc.».

Cosa ci aspetta per la prossima edizione?

«La Fia e gli ispettori nazionali ci danno delle prescrizioni che sono spalmate su più esercizi e questi interventi vanno fatti, altrimenti rischi di perdere titolazioni. Quindi per il prossimo anno bisogna vedere cosa scrivono sui rapporti ispettivi Fia e Acisport, quali saranno le loro conclusioni, valutazioni e soprattutto prescrizioni.

Noi di certo continueremo a investire in quest’evento, che ha dei numeri sempre più importanti: la diretta video, il pubblico presente e gli stessi piloti ci confortano da questo punto di vista. Bisogna infatti considerare che facciamo quasi sempre l’en plein e non solo dal punto di vista della quantità ma anche da quello della qualità di chi si iscrive e delle macchine che partecipano: sempre molto belle, molto inusuali – come sono sempre quelle delle salite – che si vedono qui e poi nella Trento-Bondone. L’importante è risolvere le criticità, coltivando i rapporti con le Istituzioni, in particolare il Comune senza il quale la gara andrebbe a morire.

Questa è una delle pochissime gare in cui non si paga il biglietto per assistere all’evento, certo quel flusso di denaro ci darebbe un po’ d’ossigeno sotto il profilo economico ma per noi la Coppa è qualcosa di diverso. La Coppa è nata come un evento popolare, legato alla città e aperto a tutti: noi fin quando riusciremo, lo lasceremo gratuito. Dirò di più, in un mondo ideale troverei persino ingiusto che gli stessi piloti debbano pagare la quota d’iscrizione: il trapezista paga forse per esibirsi? Però il fatto è che noi copriamo gran parte delle spese con le quote d’scrizione dei piloti».


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