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“Pagliacci” al tempo dei social
Francesca Amante, la danza che fa pensare

FOLIGNANO - Martedì 23 luglio a Castel Folignano in scena un doppio spettacolo che unisce lirica e balletto. Tre ragazze piene di talento. In scena il tenore Cesare Catani. Ambizioso progetto dell'associazione "Cretto"

di Franco De Marco

Francesca Maria Amante, 27 anni, nata a Sant’Omero (Teramo), esperienze molto importanti in Italia e all’estero (Salisburgo, Praga, Basilea, Edimburgo), ora stabilitasi a Folignano, ha la danza nel corpo e nella testa. Danza sperimentale la sua. Talento, tecnica e creatività straripanti. Dopo tanto studio, oggi lavora con la compagnia di Praga “420people”. Ha però voluto scrivere, insieme al coreografo Vaclav Kunes, uno spettacolo tutto suo che martedì 23 luglio, a Castel Folignano, ore 21,30, ingresso libero, debutta prima dell’opera lirica “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo alla quale è legato a doppio filo. Danza e lirica in una contaminazione che si annuncia assai interessante.

Francesca Maria Amante

«Ho deciso di scrivere uno spettacolo tutto mio per far sì che possa fare ciò che amo nel posto che amo – dice la Amante, fondatrice e direttrice artistica della Compagnia Invasion-. Per me la danza è tutto. Del trio che realizza lo spettacolo fanno parte anche Alice Zucconi ed Erika Zilli. Siamo tre giovani danzatrici professionali che lavorano in Italia e all’estero».
Nei “Pagliacci”, con al centro un delitto d’onore, che andrà in scena dopo la performance di danza, c’è un accostamento fortemente contemporaneo. Le trame di un secolo e mezzo fa sono gli intrighi di oggi. Prima si consumavano fuori da un teatro, ora si innescano sui social. Oggi sono tanti i pagliacci inghiottiti nella rete dei social dove gelosie, debolezze, fragilità fanno smarrire e perdere il controllo. Accadeva nel 1865 e accade ancora.

Con Erika Zilli e Alice Zucconi

L’esperimento è ambizioso ma l’intento dell’associazione culturale “Cretto” è quello di mettere in scena a Castel Folignano l’avvicinamento tra due arti, due stili, due modi diversi di rappresentare la stessa esistenza. Teatro e danza si sfiorano, si inseguono e con linguaggi diversi rappresentano le inquietudini e i lati oscuri dell’amore come sentimento che mette alla prova la sua nobiltà.
«Solo il dialogo vero tra persone – ffermano i protagonisti del doppio spettacolo – ci salverà dal salto virtuale che fa perdere il contatto con la realtà. Ecco qui che le nostre anime possono specchiarsi, possono sentire il peso della fragilità, in un mondo connesso che disorienta e che spesso ci fa sentire pagliacci, ma che ci manda un ultimo messaggio. Siamo ancora in tempo e, come  diceva Dostoevskij, la bellezza salverà il mondo. Quella che vediamo messa in scena ci farà anche pensare».
A quali temi si è ispirata per questo progetto di danza? «Il dialogo fisico e visivo – spiega la Amante – viene abbandonato per via della troppa tecnologia. Il poter comunicare attraverso la forza fisica e umana. Questo l’abbiamo trascurato un po’. E vorrei poter ritornare indietro anche se per poco tempo. O per lo meno dare un briciolo di speranza. Il messaggio? Nutri il dialogo, accudiscilo, non sostituirlo con qualcosa di astratto. Porta il tuo corpo alla massima espressione di se stesso. Quando sentirai quel piacere di libertà, non sentirti solo. Lotta per non tornare indietro. Abbraccia te stesso e lascia che la tua essenza viva».

Francesca Maria Amante, ma lei chi è? «Sono una danzatrice professionale. Ho iniziato a studiare a soli 3 anni. All’età di 14 anni ho iniziato a studiare a livelli professionali. Torino, Firenze e Roma. Per poi, da 3 anni ad oggi, lavorare a livelli professionali presso teatri famosissimi e opere tra le più importanti al mondo».
Anche Alice Zucconi ed Erika Zilli hanno seguito la formazione professionale di danza nelle loro città per poi proseguire a Roma in una delle Accademie più famose (Daf Dance Art Faculty), dove hanno incontrato Francesca Maria Amante e dove la Zilli ha potuto lavorare nella Compagnia “Spellbound” di Mauro Astolfi. Entrambe oggi lavorano nella compagnia di danza contemporanea “Lineout” di Fabriano.
In “Pagliacci” il noto tenore ascolano Cesare Catani è Canio, Nedda è il soprano Patrizia Perozzi, Tonio il baritono Franco Alessandrini, Silvio il baritono Alessandro Battiato e Beppe il tenore Pierluigi D’Aloia. Maestro concertatore al pianoforte Massimiliano Caporale. Narrazione, regia e costumi di Paolo Santarelli.

 


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