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No al fumo davanti agli ospedali
C’era una volta la legge

ACCADE davanti al "Madonna del Soccorso" di San Benedetto come in mille altri luoghi simili. Civiltà, educazione e rispetto, merce in via di estinzione. Dai rifiuti abbandonati alla guida col telefonino, strade senza apparente ritorno

La classe non è acqua: cicche abbandonate dove non si potrebbe e dovrebbe

Fioriere porta-cicche e divieti bellamente aggirati. E’ l’Italia, bellezza, si dirà. Ma soprattutto, val la pena di specificare, sono gli italiani. Una scena come tante in luoghi simili. Un ospedale, per esempio. No al fumo, dice la legge. Dentro, manco a ripeterlo, ma anche fuori, “nei pressi delle pertinenze esterne degli istituti ospedalieri”. C’è un decreto legge del 2016 che lo ribadisce. Ci sono i cartelli. Ma l’arte del “fare finta” è nel dna. E lì sembra destinata a restare.
Al “Madonna del Soccorso” come altrove. Si obietterà, giustamente, i controlli dove sono? Più o meno dove si trovano civiltà, educazione e rispetto. In un posto non meglio definito, nell’oblio probabilmente. Le immagini che ci giungono dall’Assemblea Territoriale di San Benedetto del Tronto di Cittadinanzattiva parlano sin troppo chiaro. Piante e cicche, un’accoppiata da urlo.
Alla guida con il telefono in mano o in controsenso, con la sigaretta o per strada con la busta dei rifiuti da abbandonare dove meglio aggrada, meglio se lontano da occhi indiscreti. Gente che non si smentisce mai. E chissà se mai lo farà.

Lu. Ca. 

L’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto


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