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Botte e minacce
con riti juju per farle prostituire:
arrestate quattro nigeriane
e un 61enne di Teramo

SUBJECTION è l'operazione condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Teramo e coordinata dalla Procura Distrettuale di L'Aquila. Nel mirino l'ormai famigerata strada provinciale che ricade anche nel territorio ascolano. Le giovani africane costrette a pagare il debito del viaggio (35-40.000 euro) con cui erano state fatte clandestinamente giungere in Italia. Usato anche il rito di magia nera per minacciare loro e i familiari rimasti in Nigeria. Vivevano in appartamenti di proprietà dell'uomo che li aveva affittati alle donne che sono state ammanettate. Reati gravissimi: tratta di essere umani, immigrazione clandestina, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione

La strada provinciale Bonifica (Foto Andrea Vagnoni)

Quattro nigeriane sono state arrestate dalla Squadra Mobile della Questura di Teramo che ha chiuso, per ora, l’Operazione “Subjection”. Gli arresti salgono a cinque con il 61enne G.D. residente a Teramo e finito ai domiciliari, proprietario degli appartamenti di Martinsicuro dove vivevano alcune delle giovanissime nigeriane costrette e prostituirsi. Gli arrestati saranno sei quando la Polizia riuscirà e far scattare le manette ai polsi di una quinta donna nigeriana, al momento ricercata. Per tutti le accuse sono pesantissime: tratta di essere umani, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, immigrazione clandestina. Dietro alle robuste sbarre del carcere femminile di Castrogno (Teramo) sono finite Elizabeth Rashidat Olomon di 40 anni, Vera Obanor di 43 e Succes Adam di 32 chwe abitavano a Martinsicuro, più la 35enne Kate Osazuwa residente a Monsampolo del Tronto.

Le indagini, condotte dalla Mobile di Teramo sono coordinate dalla Procura Distrettuale di L’Aquila. Nella lente degli investigatori, manco a dirlo, l’ormai famigerata Provinciale Bonifica dove i movimenti erano monitiorati da diverso tempo. Le giovanissime donne venivano reclutate in Nigeria, fatte giungere clandestinamentein Italia e poi, come se non bastasse, sottoposte a riti juju (simile al voodoo) per la garanzia del pagamento del debito per il viaggio, cifra che sembra oscilli tra i 25.000 e i 30.000 euro. Giunte in Italia venivano costrette, con violenza e minacce, a prostituirsi. E i proventi del loro “lavoro” finiva nelle tasche di chi le aveva reclutate e le “gestiva”, in questo caso sulla Bonifica, strada in parte ascolana e in parte teramana.

Uomini e donne della Mobile hanno individuate e identificate dodici ragazze, vittime di questi terribili soprusi, che vivevano in quattro appartamenti di Martinsicuro e in uno di Monsampolo che erano affittati alle loro connazionali che ora sono in galera. Una di loro, la 35enne Kate Osazuwa che abitava a Monsampolo, per farsi pagare il debito addirittura le picchiava, minacciava ritorsioni nei confronti dei familiari in Nigeria e di riportarle in patria.

La Questura di Teramo


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