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La festa di Sant’Emidio,
una canzone dedicata al patrono

ASCOLI -  Il cd realizzato da Andrea Petrucci (l'ha prodotto insieme a Crisitian Regnicoli). Ma c'è anche il secondo volume della Biblioteca Capitularis "Officium Sancto Emigdii: le fonti liturgico-musicali" di Valter Laudadio e Giacomo Baroffio. Presentazione venerdì 2 agosto all'auditorium Neroni

di Stefania Mistichelli

In pieno clima di festività emidiane, tra celebrazioni religiose e festeggiamenti laici, si terrà venerdì 2 agosto alle 17,30 nell’auditorium Neroni la presentazione del secondo volume della collana della Biblioteca Capitularis, nata per raccontare ed attualizzare la storia di Ascoli e del Piceno per volontà del vescovo Giovanni D’Ercole. S’intitola “Officium Sancti Emigdii: le fonti liturgico-musicali” e prende le mosse dal ritrovamento, negli archivi della curia, dell’Antifonario, codice liturgico che riporta i canti dell’Ufficio delle ore compreso quello, inedito, di Sant’Emidio. «L’antifonario – spiega l’archivista della Curia, don Elio Nevigari – è il libro liturgico che riporta le antifone. Ora noi sacerdoti abbiamo il breviario, che comprende tutte le preghiere, prima invece inni, salmi e antifone erano raccolte in volumi diversi. Questo codice, in particolare, è stato molto utilizzato, è stato pregato per secoli su quel codice, prezioso anche per lo studio della paleografia latina perché contiene un tipo di scrittura molto antica, l’onciale, che risale al VII secolo».

Autori del volume sono Valter Laudadio e Giacomo Baroffio. «L’antifonario, che risale alla seconda metà del 1300 – spiega Laudadio – contiene le melodie della liturgia delle ore emidiana. Ho avuto l’onore di condividere la scrittura di questo volume con uno dei massimi esperti, nel mondo, di musica liturgica medievale, com’è Giacomo Baroffio. Alcune premesse storiche: intorno all’XI secolo sta nascendo una nuova Ascoli e questo fermento porta alla creazione, da parte della Chiesa ascolana, del patrono, che diventa simbolo di unità, coesione ed identità. Da qui nasce il primo testo agiografico. Tre secoli dopo – aggiunge – Chiesa e Comune decidono di investire nella pubblicazione, estremamente onerosa, di volumi di fondamentale importanza, tra cui proprio l’antifonario, edito in due volumi. Lo studio di quell’epoca ci dimostra come Ascoli fosse una città viva e vivace, ben inserita nella storia europea. Personalmente, l’aver  avuto per le mani questo codice è stato per me un onore e dopo uno studio durato diversi anni è nato questo testo, dedicato sempre al culto di Sant’Emidio».

La collana si arricchisce così di un altro studio approfondito sulla storia ascolana. «Siamo onorati – spiega il coordinatore del comitato scientifico della collana, Andrea Anselmi – di poter donare alla città una tale quantità di elementi di una ricchezza tale che neanche noi ci aspettavamo di avere tra le mani. E non mancheranno novità in futuro». «Edito da Fas – commenta l’editore Marco Corradi – “Officium Sancti Emigdii: le fonti liturgico-musicali” è un distillato di saperi profondi che riguardano la storia della Diocesi e della città».

Il volume sarà presentato venerdì. Nell’occasione ci saranno gli autori, si terrà una lezione concerto a cura del duo “Vox Organalis” e verrà assegnato il “Premio Sant’Emidio”.

Rimanendo sempre in ambito musicale, ma immaginando di spiccare un salto di diversi secoli, stamattina è stata presentata anche la nuova canzone di Andrea Petrucci, tutta dedicata al patrono Sant’Emidio. «Da un progetto di don Angelo Ciancotti – spiega il cantante – nasce questa canzone pop con l’obiettivo di avvicinare anche le giovani generazioni al culto di Sant’Emidio, utilizzando un linguaggio a loro vicino. La produzione è mia e di Cristian Regnicoli». Il cd prodotto, un singolo, è in vendita in Cattedrale, mentre l’Antifonario è in cerca di “adozione”, perché possa essere al più presto restaurato. «Da questo testo sacro – spiega don Alberto Bastoni, vice parroco della Cattedrale – si evince che Ascoli e la sua cattedrale avevano una tradizione musicale importante, perché quelle che vi si trovano dentro sono melodie sofisticate e non di facile esecuzione».

«Questo lavoro di studio e ricerca che la Diocesi sta facendo – conclude il vescovo D’Ercole – ha la finalità di guidare gli ascolani alla riscoperta della loro storia e, allo stesso tempo, è importante che la Cattedrale abbia un Capitolo, che susciti la memoria del Santo Patrono attraverso orizzonti nuovi, siano essi liturgici, pastorali, culturali. Bell’idea anche quella di Andrea Petrucci, perfetta per parlare alle nuove generazioni. Infine, sono contento della volontà dimostrata dalla Quintana di lavorare sempre di più con la Cattedrale e con la Diocesi, perché sappiamo che non ci sarebbe Quintana senza Sant’Emidio».

Il vescovo ha, infine, svelato alcune novità in vista dei festeggiamenti del patrono: domenica 4 agosto alle 18 in Cattedrale si terranno i primi vespri della solennità di Sant’Emidio, che saranno cantati, mentre ospite della Diocesi sarà l’arcivescovo Josè Rodriguez Corballo, segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.


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