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Il Polo di Accoglienza e Solidarietà
sta prendendo forma

ASCOLI - All’ex Seminario grazie al contributo di 600.000 euro della Fondazione Cassa di Risparmio. Il vescovo Giovanni D’Ercole: «Un progetto con cui la Diocesi e la popolazione hanno dato una risposta»

di Stefania Mistichelli

«Un seme piantato nella terra, perché germogli in città una cultura della solidarietà e dell’accoglienza». Così il vescovo di Ascoli Giovanni D’Ercole, nell’incontro avvenuto oggi alla Bottega del Terzo Settore di Ascoli, ha definito l’istituzione del Polo di Accoglienza e Solidarietà (Pas) che sta mettendo casa e, in capo a pochi mesi, vedrà riunite sotto lo stesso tetto le tredici associazioni no-profit che ne fanno parte e quelle che successivamente vorranno aderirvi. «Da anni cerchiamo di creare una realtà di questo tipo – spiega il presidente del Pas Giuseppe Felicetti – ma non ci siamo mai riusciti. Questa volta l’operazione ha funzionato perché il Pas non è la somma delle nostre associazioni. Il focus non sono i servizi, che pure continuiamo ad erogare, ma le relazioni, quasi a formare un tessuto sociale che generi accoglienza e solidarietà. Grazie alla concessione in comodato trentennale dall’Ente Seminario, proprietario dell’immobile di viale De Gasperi, e l’importante contributo della Fondazione Carisap di 600.000 euro, già entro la prima metà di novembre sarà rilasciato il primo piano dell’immobile, dove troveranno spazio la sala mensa (in grado accogliere 80 persone, contro le 24 di oggi) che sarà gestito da Zarepta, la cucina e un ambiente diurno dove le persone potranno cambiarsi, lavarsi, lavare i propri vestiti e sostare. La sala mensa è concepita come un’ambiente polifunzionale dove poter fare formazione – per esempio ai volontari – o altro. Questo luogo poi contiene due giardini, uno che guarda alla fontana e l’altro rivolto sul parcheggio».

Nel corso della fase 2 del progetto sarà realizzato il secondo piano, dove troveranno spazio le zone d’ascolto, che costituiscono il cuore del progetto, gli uffici, alcune zone adibite a deposito per i servizi più delicati (come quelli del Centro Accoglienza Vita o gli ausili medici dell’Unitalsi) e i servizi medici, come quello odontoiatrico.

«Con questo progetto – spiega il vescovo D’Ercole – la Diocesi voleva dare risposta ad un bisogno, ma in modo che questa risposta non venisse solo dalla Diocesi stessa, ma da tutta la popolazione. Il Pas, infatti, è il polo di accoglienza e di solidarietà e in queste due parole si sintetizza il senso di questa operazione. La risposta che diamo non può e non deve sostuirsi al comune o allo stato inteso come comunità, perché questo luogo che sta nascendo non diventi un ghetto. Qualsiasi persona che arriverà alla casa del Pas dovrà poter recuperare una dimensione sociale e questo può essere fatto solo in collaborazione con tutti i soggetti del territorio. I servizi sono imporanti, ma il Pas più che luogo di erogazione di servizi deve essere luogo di promozione della solidarietà e dell’accoglienza».

La casa del Pas si colloca esattamente a fianco del parcheggio dell’ex Seminario, in viale De Gasperi. «Un immobile adatto sotto diversi punti di vista – interviene il presidente della Fondazione Carisap, Angelo Davide Galeati – sia per quanto riguarda le dimensioni sia per quello che attiene la posizione, che garantisce riservatezza e cura particolare delle persone. La fondazione ha deciso di sposare questo progetto, infatti, per premiare la scelta di diversi attori no-profit di stare insieme e fare fronte comune a favore dei più bisognosi, in un’ottica di inclusione sociale e accoglienza».

Un’operazione, questa, che si auspica vada a contrastare la povertà in cui versa il territorio, visto che sempre di più sono le richieste di aiuto da parte di famiglie residenti, soprattutto in relazione alla richiesta di aiuto per i servizi sanitari o il pagamento di utenze. «Anche se i dati sono contrastanti, perché da un lato diminuiscono le persone che si rivolgono all’Emporio della Carità dall’altro aumenta il numero di coloro che si rivolgono alla mensa – le parole del presidente di Zarepta, Corrado Bruni – il dato allarmante è che aumenta sempre di più il numero di residenti che si rivolge a noi, che si aggira attorno al 65 per cento. Si tratta di un dato preoccupante perché sappiamo che in tantissimi non arrivano da noi perché si vergognano».

Ad oggi, aderiscono al Pas le associazioni Zarepta, Betania, San Vincenzo De Paoli, Centro accoglienza vita, Croce Rossa Italiana, Unitalsi Marche, Acli, B&B Foundation, Azione Cattolica, Movimento Diocesano, Iom, Laboratorio della Speranza, La Meridiana.

 

 

 

 


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