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Fare rete, “sostenere il tempo”
e tornare alla normalità:
grande successo
per Arquata Summer Camp

IL PROGETTO finanziato dal Comitato Sisma Centro Italia ha condotto circa 50 ragazzi dai 6 ai 14 anni alla riscoperta delle montagne, attraverso un programma itinerante che ha coinvolto anche i comuni di Montegallo, Acquasanta e Roccafluvione. Un modo per fare rete e restare uniti, donando svago ai più giovani

Posti così non se ne trovano altrove

Una rete che, forse per la prima volta, ha avvolto la unito la montagna ben oltre i confini di un paese o di un Comune. E un gruppo di giovanissimi che è riuscito a godere a pieno delle bellezze appenniniche, per una volta senza pensare al mostro chiamato terremoto. Si è conclusa con soddisfazione e successo la prima edizione degli Arquata Summer Camp, progetto nato per salvaguardare le preziose relazioni affettive della popolazione arquatana e sostenere il tempo quotidiano delle famiglie.

I ragazzi nello splendido sito de “Lu vurghe” di Acquasanta

Non si è trattato di semplici campi estivi come tanti se ne trovano in giro, ma di un metodo ludico e formativo per condurre i ragazzi alla riscoperta delle bellezze nascoste della montagna, il tutto grazie a un programma itinerante. Circa 50 ragazzi dai 6 ai 14 anni, per un totale di 36 famiglie, hanno impastato il pane in un rifugio ai piedi del Vettore o cavalcato gli asinelli e nuotato in piscina a Balzo di Montegallo, tra una scalata ai massi nel bosco di Meschia (Roccafluvione) e un coloratissimo cappello degli Zanni di Umito e Pozza (Acquasanta) da costruire.
Il progetto, gestito dalla Cooperativa di comunità del Ceresa dopo averlo ideato assieme alle associazioni “Pescara del Tronto 24-8-2016 Onlus”, “Arquata potest” e “Villa Cagnano”, è stato interamente finanziato dal Comitato Sisma Centro Italia, che destina le risorse raccolte dai lavoratori e dalle imprese alla ricostruzione sociale ed economica dei territori colpiti dal sisma. Gli Arquata Summer Camp hanno coinvolto i Comuni di Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Montegallo e Roccafluvione, due cooperative e sette associazioni della montagna, cinque operatori ludico sportivi (di cui quattro residenti nei Comuni interessati), 18 attività economiche tra ristorazioni fornitori e professionisti appartenenti all’area montana o comunque legati ad essa. A dimostrazione che, insieme, si possono creare opportunità di lavoro e di servizi affinchè le comunità possano tornare e restare, per vivere una vita dignitosa, solidale e fiera.

 


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