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Mezzina, strada da incubo:
non si può restare in silenzio

OFFIDA - Il tratto di 12 chilometri della Provinciale che scende verso Castel di Lama è sempre più teatro di tragedie. Dopo la morte del dottor Valerio Cicconi a febbraio, ora quella del commercialista Mario Ciabattoni. Degli auspicati autovelox finora solo parole e promesse

Un tratto della Mezzina con il limite d velocità di 70 orari: lo rispetta quasi nessuno (Foto Simone Corradetti)

di Simone Corradetti

Si continua a morire lungo la provinciale Mezzina, che collega Castel di Lama a Offida. Una strada maledetta di circa 12 chilometri, artefice negli ultimi anni, di numerosi incidenti e fuori pista. A nulla sono servite, le numerose segnalazioni e sollecitazioni fatte alle autorità preposte. Un tratto stradale che porta molti conducenti a schiacciare sull’acceleratore, nonostante i limiti evidenziati sulla segnaletica, dove i rilevatori di velocità sono inesistenti. Per l’installazione di autovelox c’è stata anche una petizione popolare sottoscritta da tanti cittadini. Venne avanzata da una giovane madre, che se ne fece promotrice lo scorso inverno. Ma ancora tutto tace.

L’incidente in cui è morto il commercialista Mario Ciabattoni

Infatti, proprio a febbraio, ci fu un altro incidente mortale che costò la vita al dottor Valerio Cicconi, stimato professionista dell’ospedale di Ascoli e sempre vicino alle persone bisognose. Questa volta, un altro incidente mortale dove ha perso la vita il commercialista Mario Ciabattoni, nativo di Offida e residente a Castorano.

Ciabattoni, era molto conosciuto in paese per la sua professionalità ed educazione verso tutti. Infatti anche i suoi familiari sono stati sempre impegnati nel sociale. Sgomento tra le tante persone che lo conoscevano, con molti messaggi di vicinanza e di cordoglio sui social. Si auspica un intervento per la messa in sicurezza della strada e anche per la ripartenza dei lavori, interminabili, del terzo lotto in contrada Lava.

L’incidente in cui è morto il medico Valerio Cicconi

Recentemente, dopo la rimozione dell’autovelox lungo la Circonvallazione di Ascoli, tra lo stadio “Del Duca” e Monticelli, e degli altri due lungo strada che unisce Ascoli e Comunanza, sono rimasti in funzione – per conto della Provincia – soltanto i due sulla sopraelevata di San Benedetto, a Porto d’Ascoli.

Sembrava che un paio di questi venissero installati sulla Mezzina, ma questo non è ancora accaduto. Ora c’è stato un altro morto. Qualcuno farà qualcosa? La Prefettura, in primis, non può assolutamente restare in silenzio. Sarebbe assurdo che per una questione del genere prima o poi ci scapperà anche l’ormai immancabile fiaccolata.


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