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Ognuno si tenga la propria Quintana

ASCOLI - Sul fronte umbro si alza la polemica dopo il “no” della rievocazione ascolana a organizzare, come Foligno, una edizione straordinaria della Giostra per sostenere le popolazioni terremotate

di Andrea Ferretti

“Volere è potere, e la Giostra della Quintana di Foligno, la volontà di sostenere il proprio territorio, ce l’ha nel dna. Forse è per questo che siamo definiti l’Olimpiade delle Giostre”. L’Ente Giostra di Foligno, che organizza la Quintana di Foligno, non sembra aver preso bene il “no” della Quintana di Ascoli per l’organizzazione di una doppia Giostra straordinaria (a Foligno e ad Ascoli) in aiuto delle popolazioni terremotate. Alla proposta lanciata dal versante umbro non c’è stato un secco diniego, ma la spiegazione-giustificazione, da parte del vertice della Quintana di Ascoli e dell’Amministrazione comunale, dell’impossibilità di poter mettere in piedi una Quintana straordinaria. “Pur apprezzando tutto ciò che viene fatto per beneficenza, non abbiamo i tempi tecnici e amministrativi per organizzare una terza Giostra in poco più di un mese. Augurando sempre maggiori successi a Foligno e alla sua Giostra, confidiamo che presto ci saranno altre occasioni per poter collaborare e programmare eventi congiunti” la nota uscita da Palazzo Arengo.

Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli e Magnifico Messere della Quintana

Sia nel caso di Ascoli che di Foligno sarebbe la terza del 2019. Ad Ascoli si sono già disputate entrambe. Nella città umbra quella della Sfida è andata in scena a giugno, quella della Rivincita a metà settembre. Poi il 6 ottobre sarà la volta di quella straordinaria, che in passato è stata corsa anche nel 1996 e 1997.

L’amore-odio tra Foligno e Ascoli è vecchio di 64 anni. Risale all’inizio del 1955 quando gli attuali organizzatori e responsabili delle due rievocazioni storiche, ma anche la maggior parte dei semplici figuranti, non erano nati o erano ancora troppo giovani per poter sapere con esattezza ciò che avvenne in quei mesi. Ci furono furibonde polemiche e prese di posizione, soprattutto sul fronte folignate quando nella città umbra, dove la Quintana si svolgeva già dal 1946, vennero a conoscenza che anche ad Ascoli stava per decollare una Quintana. Apriti cielo! Come una sorta di “lesa maestà”, ci furono scambi di epistole (il fax sarebbe arrivato dopo una trentina di anni, per internet mancava mezzo secolo) e, di ciò che accadde, studiosi e appassionati di rievocazioni storiche ne sono venuti a conoscenza recentemente grazie alla relazione di Kelly Sarnaglia Martinelli la quale, in occasione del convegno “la Quinta Via” a Palazzo dei Capitani di Ascoli, ha raccontato e mostrato i documenti originali dell’epoca, testimoni del forte attrito esistente tra le due manifestazioni in quella occasione.

Una rivalità spesso ovattata ma che non si è mai sopita. Eppure, alla fine, per contare i cavalieri ascolani che hanno partecipato alla Quintana di Foligno sono più che sufficienti le dita di una mano. Solo uno di loro ha vinto un Palio: Emanuele Capriotti nel 2007. Al contrario, invece, sono numerosi i cavalieri della scuola folignate presenti nell’elenco degli 87 fantini che hanno giostrato ad Ascoli dal 1955 ad oggi. Non solo, ma ai primi tre posti della graduatoria dei vincitori della Quintana di Ascoli figurano proprio tre folignati: Luca Innocenzi (13 vittorie), Paolo Margasini (9) e Marcello Formica (8), ma figurano anche Massimo Gubbini (6 vittorie), Paolo Giusti (2) e Gino Ricci (1), per un totale di ben 39 Palii sugli 89 assegnati.

A proposito di “siamo l’Olimpiade della Quintana”, Ascoli e Foligno una Olimpiade (quella vera) in comune ce l’hanno. Nel 1960, infatti, entrambe le Quintane furono invitate a Roma per una edizione straordinaria al Circo Massimo. Le due città si ritrovarono protagoniste, in giorni diversi, nello stesso luogo. La Quintana di Ascoli fu vinta dall’ascolano Luigi Civita per il Sestiere di Porta Romana, quella di Foligno dal folignate Marcello Formica per il Rione Croce Bianca. Per quanto riguarda invece il “dna” e il “volere è potere”, Ascoli, gli ascolani e la Quintana di Ascoli sono vicini alle popolazioni terremotate fin dai primi minuti della tragedia. Senza elencare le numerose iniziative – già concluse con successo e ancora portate avanti con grande impegno, affetto e solidarietà (concreta) nei confronti di chi ancora soffre in un territorio mortalmente ferito – che ognuno si tenga allora ben stretta la propria Giostra. E magari anche la propria Olimpiade.


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