Piazza San Tommaso, cuore del centro storico della città: un lago al posto della strada. E i tombini?
di Claudio Romanucci
Garage e fondaci allagati, strade intrise di fango e detriti trasportati dalla “bomba meteo” del pomeriggio che ha flagellato Ascoli e l’entroterra. L’elenco dei danni e dei disagi alla popolazione è lunghissimo: auto abbozzate dalla grandine, cassonetti dei rifiuti spazzati dalla furia del vento, numerose strade rese pericolose dagli oggetti e dalle piante trascinate e forte velocità. In serata, quando addirittura torna a far capolino il caldo, si contano i danni. Sono ingenti, si parla di milioni di euro.
Via dei Saladini, cuore del centro storico: un fiume al posto della strada. E i tombini?
Mentre i Vigili del fuoco e i mezzi di soccorso sono al lavoro per liberare le strade e assicurare quanto meno la ripresa della viabilità i cittadini sono scesi in strada fin dalle ore 17, subito dopo che si è scatenata la furia. Nei condomini sono iniziati gli interventi di pulizia e sgombero, tra mezzi avvolti dalla melma e difficoltà a venirne fuori. Grate, tombini e passaggi per la raccolta dell’acqua piovana non hanno fermato l’urto di tonnellate e tonnellate di materiale che ha prima ostruito i punti di raccolta e poi inondato spazi pubblici e privati.
A Porta Cappuccina, dalla Provinciale Venarottese e dalle zone sovrastanti, è venuto giù di tutto. Residenti e commercianti, anche di altre zone della città, hanno lamentato la necessità di maggiori interventi di pulizia delle condutture e dei tombini. Una storia vecchia, mai risolta.
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