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Provinciale Mezzina:
lavori fermi, nessuno interviene

OFFIDA - Nulla è cambiato, nemmeno dopo i due ultimi incidenti mortali in cui hanno peerso la vita il dottor Valerio Cicconi e il commercialista Mario Ciabattoni. Che fine hanno fatto gli interventi del terzo lotto? La raccolta firme persa nel nulla. Le domande di automobilisti e residenti

foto e testo di Simone Corradetti

Nulla è cambiato, sulla Provinciale Mezzina, dopo l’ultimo incidente mortale del 10 agosto, costato la vita al noto commercialista Mario Ciabattoni. Un’arteria fondamentale, che avrebbe dovuto facilitare il collegamento tra l’Ascolano e il Fermano i cui lavori non sono più proseguiti. A Offida, ma non solo, la Mezzina è ormai stata ribattezzata come “la strada della morte”. Un incubo infinito per gli automobilisti e i residenti, che la percorrono ogni giorno, anche più volte al giorno.

Sono davvero numerose le domande che la gente si pone. Come mai i lavori del terzo lotto sono ancora fermi? Perché il cantiere, sui terreni espropriati, è all’abbandono, pieno di erbacce, nella totale incuria? Il tratto stradale, dissestato e pieno di buche, perché non viene sistemato almeno provvisoriamente? Perché lungo la strada, l’Amministrazione provinciale non provvede a tagliare l’erba per una migliore visibilità? Come mai in tutti questi mesi, nessuno ha ancora provveduto – nonostante le promesse – all’installazione dei rilevatori di velocità? E infine, perché durante di notte non si vedono posti di blocco e di controllo, istituiti dalle autorità preposte? Ultima domanda: forse stiamo parlando di una zona franca?

Insomma, un’infinità di incognite, alle quali qualcuno prima o poi dovrà pur rispondere. Già lo scorso febbraio, dopo l’incidente in cui perse la vita il dottor Valerio Cicconi, anche lui di Offida come Ciabattoni, si levarono tante proteste sulla pericolosità della Mezzina. Tanto che partì una raccolta firma, promossa da una giovane madre del luogo, che non ha però ottenuto alcun riscontro concreto. Provincia e Prefettura che dicono? In passato altre strade erano davvero pericolose, come la Provinciale Valtesino, teatro di numerosi incidenti stradali. Poi, con un minimo di buon senso e soprattutto di buona volontà, furono installati i tutor, per controllare la velocità. Risultato: i sinistri diminuirono drasticamente. Tutti si auspicano una risoluzione del problema. La Mezzina vuole assolutamente scrollarsi di dosso la definizione di “strada della morte”.


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