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Ventidio, Filarmonici e auditorium Montevecchi
verso la gestione tecnica unica

ASCOLI - Fino ad oggi l'impiantistica delle tre strutture ha provocato non pochi problemi e anche costi pesanti. Chiuso il contenzioso con la ditta "Faro", resta aperto quello con la ditta Ciotti per il secondo teatro storico cittadino. L'assessore alla cultura Donatella Ferretti: «Vogliamo realizzare una gestione uniforme omogenea per garantire efficienza e risparmio». Proroga all'Amat

Il teatro Ventidio Basso (Foto Vagnoni)

di Franco De Marco

Teatro Ventidio Basso, Teatro dei Filarmonici e Auditorium Silvano Montevecchi. L’Arengo cerca finalmente, dopo anni a macchia di leopardo, una gestione tecnica uniforme ottimizzando i costi. E’ l’impegno che prendono il sindaco Marco Fioravanti e l’assessore comunale alla cultura Donatella che si sono subito messi al lavoro anche su questo tema. «Stiamo studiando molto bene la situazione – afferma Donatella Ferretti – per mettere ordine alla gestione tecnica delle tre strutture. L’intenzione è di realizzare una gestione uniforme omogenea e garantire efficienza e risparmio. Gli oneri a carico dell’Arengo, per l’apertura e la chiusura delle sale, e per tutta l’impiantistica, sono troppo alti. Dobbiamo trovare una soluzione adeguata». Quale formula? A breve la proposta. Il sindaco Marco Fioravanti comunque assicura: «Le tre strutture restano pienamente in funzione. Non esiste alcun rischio».

Il teatro Filarmonici (Foto Vagnoni)

Il quadro, tuttavia, appare complesso e la giunta comunale deve sbrogliare una matassa che non è semplice e che negli anni si è ingarbugliata non poco. Il tutto a fronte di risorse limitate e di personale che negli anni, anche per i teatri, si è notevolmente ridotto. Soprattutto il Massimo è rimasto pressoché sguarnito. La situazione meno problematica, si fa per dire, è proprio quella del Teatro Ventidio Basso che ha già in atto una gestione tecnica  per l’impiantistica chiusa la storica convenzione avviata dopo la riapertura. Per quanto riguarda il Teatro dei Filarmonici, invece, ci sarà la proroga della gestione, fino al 31 dicembre almeno, all’Amat la quale ha avuto, fino alla fine di giugno scorso, l’incarico da parte della precedente Amministrazione comunale guidata dal sindaco Guido Castelli.

Per questa struttura, sempre in riferimento ai servizi impiantistici – la programmazione è un’altra cosa – è in atto un contenzioso in Tribunale con la ditta costruttrice che fa capo a Emidio Ciotti la quale rivendica una cifra piuttosto cospicua per i servizi prestati . Non è da escludere l’ipotesi di una transazione e un azzeramento quindi del contenzioso.  Transazione che è invece avvenuta, per circa 80.000 euro, con la ditta “Faro”, per quanto riguarda l’Auditorium Montevecchi della Piazzarola.

L’auditorium Montevecchi

In questo caso la gestione impiantistica era stata affidata, nel 2015, alla stessa ditta costruttrice Faro che poi ha rivendicato un pesante credito. Alla fine dell’anno l’Arengo tornerà definitivamente in “possesso” della sala. La struttura, nata per la musica – ha una eccellente acustica – e come aula magna per la Facoltà di Architettura,  ha bisogno di un adeguamento nei servizi, nell’arredo e soprattutto per quanto riguarda l’accesso (strada e illuminazione) e l’uso del parcheggio oggi a disposizione solo del personale dell’Università di Camerino.

In passato, in occasione di vari eventi, la sbarra è rimasta chiusa creando non poche difficoltà agli spettatori. Bisognerà chiarire anche i rapporti con la Facoltà di Architettura per l’uso di questa sala. Concerti, convegni e uso didattico: la strada è questa.  Tre casi dunque allo studio di Fioravanti e Ferretti. Accanto alla gestione tecnica delle sale, tuttavia, c’è anche da definirne l’uso, ovvero l’identità a livello di programmazione culturale. Lirica, stagione di prosa e grandi concerti sicuramente nel Ventidio Basso. Musica, spettacoli teatrali d’avanguardia, di compagnie locali e saggi al Filarmonici. Tutto da decidere sulla base, naturalmente, anche delle risorse a disposizione.


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