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Appartamento devastato dalle fiamme:
l’incendio forse è di origine dolosa

GROTTAMMARE - La Procura di Fermo ha messo i sigilli all’immobile e affidato le indagini ai Carabinieri. Sospetti avvalorati dal forte odore di alcol etilico. Illesi gli occupanti della casa, morto il loro cane. Ai Vigili del fuoco i complimenti dell'onorevole Patrizia Prestipino, presente sul posto

C’è il sospetto che sia doloso l’incendio che ieri sera, giovedì 29 agosto, verso le 21,30 è divampato all’interno di un appartamento al piano terra di una palazzina di Grottammare, in via Laureati, e nel quale ha perso la vita il cane che si trovava all’interno. Toccherà alla Procura della Repubblica di Fermo stabilirlo ed eventualmente iscrivere qualcuno sul registro degli indagati per il reato di “danneggiamento a seguito di incendio”. Nel frattempo l’immobile è stato posto sotto sequestro ed i Carabinieri della locale Stazione, guidati dal maresciallo maggiore Domenico Princigalli, sono stati incaricati di svolgere le indagini necessarie. I primi dubbi sono sorti per il fatto che, nel punto da cui è partito l’incendio, i Vigili del fuoco, giunti sul posto immediatamente per domare le fiamme, propagatesi all’esterno fino ad un altezza di oltre tre metri, non hanno trovato apparecchi elettrici che potessero giustificare un corto circuito.

Ad avvalorare la tesi del dolo, il forte odore di alcol etilico avvertito chiaramente da alcuni condomini pochi minuti prima di vedere le fiamme. Madre e figlio, che occupavano l’immobile in ragione di un contratto di affitto, fortunatamente non erano in casa al momento dell’episodio. C’era invece il loro cane, coraggiosamente tirato fuori dai Vigili del fuoco che hanno tentato per oltre mezz’ora di rianimarlo con massaggio cardiaco e tutte le manovre salvavita previste per gli umani, davanti ad una folla che fino all’ultimo ha sperato per il povero animale. Per lui però non c’è stato nulla da fare.

Una folla davanti la casa, mentre i pompieri cercano di salvare la vita al cane

Alla scena ha assistito anche l’onorevole Patrizia Prestipino, di casa a Grottammare, dove si rifugia tra un impegno politico e l’altro. «Quando ho visto quegli uomini – ha raccontato – sudati e stremati per aver tentato di salvare il cane, e delusi per non avercela fatta, ho sentito il bisogno, ma anche il dovere, di far loro i complimenti per la sensibilità dimostrata. Hanno dato prova di conoscere il valore di una vita». I resti della bestiola ora sono a disposizione dell’autorità giudiziaria e custoditi all’obitorio dell’ospedale di San Benedetto.

Appartamento a fuoco: in casa con c’è’ nessuno ma il cane muore (Le foto)


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