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Ascoli, Zanetti deve trovare
il ruolo giusto a Padoin
Chiarezza tra Lanni e Leali

SERIE B - L'allenatore ha le idee chiare, ma non è semplice gestire un gruppo con tanti giocatori bravi e di pari livello. Pressioni e tensioni possono causare problemi

Paolo Zanetti

di Bruno Ferretti

Paolo Zanetti è uno dei sette allenatori debuttanti in Serie B e il più giovane di tutti con i suoi 36 anni. È arrivato ad Ascoli preceduto da ottime referenze e credenziali: due positivi campionati di C a Bolzano con il SudTirol e la “Panchina d’oro 2018” quando é stato premiato a Coverciano come miglior tecnico della terza serie con Allegri (Serie A) e Andreazzoli (Serie B).

Il tecnico veneto é tornato ad Ascoli, dove era stato da calciatore nel campionato 2006-2007, animato da forti motivazioni e con un carico di belle speranze. Sa che é una tappa fondamentale per la sua carriera e non vuole sciupare l’opportunità. L’Ascoli gli ha messo a disposizione un’ottima squadra: starà a lui pilotarla fino al traguardo che é ben chiaro.

Pressioni e tensioni, strada facendo, di certo non mancheranno e Zanetti dovrà essere bravo a gestirle. Ha a disposizione un organico di 25 giocatori, tutti di buon livello, alcuni ottimi per la Serie B. In pratica due squadre, Ascoli 1 e Ascoli 2, che potrebbero entrambe disputare il campionato con ambizioni.

Padoin ha giocato nel Cagliari dopo i cinque anni alla Juventus

Meglio troppo che troppo poco, d’accordo,  ma gestire tanta abbondanza non è così semplice. Zanetti ogni settimana dovrà portare in panchina gente che non è inferiore a chi va in campo. L’allenatore dovrà essere abile a guidare il gruppo soffocando i fisiologici malumori. Tanto per cominciare Zanetti dovrà fare subito chiarezza sulla gerarchia dei portieri fra Lanni, fin qui titolare, e Leali appena arrivato dal Perugia. Il tecnico dovrà poi trovare la giusta collocazione a Padoin che toglierà il posto a qualcuno che fin qui ha sempre giocato e certamente non farà salti di gioia, pur con tutto il rispetto per Padoin e la sua prestigiosa carriera.

Il tecnico ha dimostrato di avere idee di gioco e deve insistere sulle sue convinzioni tattiche. Tirare diritto senza finire fuori strada. Dopo aver disputato tutte le amichevoli, due partite di Coppa Italia e la prima di campionato con il modulo 4-3-1-2, a Frosinone ha cambiato qualcosa. Ninkovic nel primo tempo ha giocato largo a sinistra non come punta esterna bensì in linea con i centrocampisti in una sorta di 4-4-2 inedito per l’Ascoli.

Il risultato non ha premiato questa variazione tattica. Con Padoin adesso a centrocampo sono in 7 per 3 posti. Due uomini per ogni ruolo in difesa come due sono i trequartisti (Ninkovic e Chajia). Abbondanza anche in prima linea con 5 attaccanti (Ardemagni, Scamacca, Da Cruz, Rosseti e Beretta) per 2 maglie.

Zanetti, rispetto a tanti colleghi, può considerarsi un allenatore fortunato per la qualità e la quantità dell’organico che la dirigenza dell’Ascoli gli ha messo a disposizione. Ma c’è anche il rovescio della medaglia da non sottovalutare: le difficoltà nella gestione del gruppo. Sembra un paradosso, invece é un dato di fatto. Fra queste difficoltà si vedrà l’abilità del “pilota” Zanetti.

Ivan Lanni


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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