Quantcast
facebook rss

Missione spaziale Dardust:
il viaggio tra le stelle conquista il Ventidio
(Tutte le foto)

ASCOLI - Un Massimo cittadino gremito ha salutato l'enfant prodige Dario Faini e il suo show "Lost in space". Oltre un'ora di fascinazione per il cosmo che si trasforma in metafora di ricerca esistenziale, tra successi come "Birth" e "The Wolf". Finale a sorpresa con le nuove versioni di "Soldi", "Calipso" e "Nuova Era"
...

Dardust sul palco del Ventidio

di Luca Capponi 

(foto di Alessio Panichi)

Stella tra i pianeti. Dardust lost in space. E il pubblico si alza in piedi per l’enfant prodige. Che sia in piazza del Popolo come nelle intenzioni o al Ventidio Basso, come poi accaduto a causa del maltempo, poco importa. Successo garantito. Anche se il Nostro si trova in cabina di comando senza ufficiali né ammiragli: «Oggi mi lancio in orbita da solo: il pianoforte sarà la mia unica astronave e i pianeti del sistema solare i miei unici riferimenti».

Il messaggio è chiaro sin da subito. Dario Faini lo ribadisce all’inizio del concerto, tenutosi venerdì sera 6 settembre in un Massimo cittadino gremito. Solitudine, viaggio, scoperta. E un dialogo costante col pubblico, a cui racconta aspetti inediti dei suoi ultimi trionfali (e creativi) anni di carriera.
Da “Birth” (brano che dà il titolo al secondo album, più  di 22 milioni di ascolti si Spotify) e “The Wolf” ad “Angoli di ieri” passando per le nuove  “Prisma” e “Sublime”: quello di Dardust è un viaggio che parte da Nettuno ed arriva fino al Sole, tappa dopo tappa, incrociando la vita artistica di uno dei talenti più fulgidi della scena internazionale con la sempiterna fascinazione per lo spazio; una metafora, se si vuole, dell’individuo sempre teso alla ricerca, dell’ignoto ma soprattutto di sé stesso, e che trova parte del compimento attraverso la musica.

E che musica, verrebbe da dire, se per il terzo album della trilogia cominciata nel 2015 con “7” si parla già della firma con un colosso mondiale della discografia. Il Ventidio lo sa, e partecipa sincero all’avventura, complici luci e scenografie di gran classe come sempre, quelle di un altro ascolano, il maestro Pietro Cardarelli.
Alla fine, dopo un’ora di live e una chiusura a sorpresa con le nuove versioni di “Soldi” (Mahmood), “Nuova Era” (Jovanotti) e “Calipso” (Sfera Ebbasta, Mahmood, Fabri Fibra), tre brani che hanno spopolato nell’ultimo anno e che portano la sua inconfondibile firma, la navicella spaziale può atterrare sicura. Pronta a scaldare nuovamente i motori per un altro coast to coast tra le stelle.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X