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L’imam arrestato per terrorismo
risiedeva a Castorano

ERA A CAPO della moschea di Martinsicuro ed è tra i dieci arrestati che tessevano trame per l'organizzazione radicale islamica Al-Nusra. Nell'operazione sequestrati un milione di euro e due appartamenti sulla costa abruzzese

Ci sono due italiani e otto tunisini, tra cui l’ex imam della moschea di Martinsicuro Atef Argoubi, residente a Castorano, tra le persone finite sotto l’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip Giuseppe Romano Gargarella su mandato dei Carabinieri del Ros e del finanzieri del Gico dell’Aquila. Si tratta di una massiccia operazione anti terrorismo portata a termine nel vicino Abruzzo con l’obiettivo, raggiunto, di intercettare fondi neri per l’organizzazione radicale islamica Al-Nusra.

Tra le  persone finite in carcere c’è Brahim Jameleddine Kharroubi, tunisino con dimora ad Alba Adriatica. Vendeva tappeti ma poi avallava trasferimenti di denaro e favoriva il passaggio di aspiranti terroristi nei paesi di destinazione. Il denaro sequestrato ammonta a circa 1 milione di euro. Ci sono anche due italiani tra gli arrestati, la commercialista Cristina Roina di Torino e Nicoletta Piombino di Corato (Bari), anche lei residente a Torino.

Da quanto emerso nell’indagine sembra che Atef avvicinasse giovani musulmani per condurli verso la radicalizzazione. Sulla costa abruzzese sono stati sequestrati anche due appartamenti comprati dai proprietari con soldi riciclati. Le attività sono state svolte con il supporto dei Comandi Provinciali Carabinieri e della Guardia di Finanza di Teramo, Ascoli, Torino e Lodi e con l’attività di coordinamento del Ros dei Carabinieri e dal Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza.

Castorano


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