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Ricostruzione, incarico
a un professionista
o si rischia di perdere contributo e Cas

LA SCADENZA della comunicazione fissata al 30 settembre è indicata nel testo dell'ordinanza 81 del commissario Farabollini. Roberto Di Girolamo, presidente Inarsind: «Assistiamo ancora una volta ad una gestione superficiale e pressapochistica»

Chi ha l’abitazione classificata con danni lievi, a seguito dei terremoti del 2016, dovrà comunicare entro il 30 settembre all’Ufficio del commissario straordinario alla ricostruzione e del vicecommissario regionale (per le Marche il presidente della Regione Luca Ceriscioli), l’avvenuto incarico ad un professionista per la presentazione della domanda di contributo per la riparazione dei danni. Se non lo farà, rischia di non essere ammesso al contributo per la ricostruzione e se sono scaduti anche termini relativi a periodi precedenti, rischia pure di vedersi sospendere il Cas (contributo di autonoma sistemazione). Lo si legge nell’ordinanza numero 81, a firma del commissario straordinario alla ricostruzione Piero Farabollini, registrata il 27 giugno scorso, che ha allungato sino al prossimo 31 dicembre, il termine per la presentazione dei progetti relativi ai danni lievi.

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«Entro il entro il 30 settembre 2019 i soggetti legittimati a presentare domanda di contributo per gli interventi di immediata esecuzione -si legge nel testo -, trasmettono tramite Pec al commissario straordinario ed ai vice commissari, il conferimento dell’incarico al professionista per la presentazione della pratica relativa agli interventi di immediata esecuzione». Questo comporta per i tecnici l’assunzione di un incarico, in merito alla presentazione del progetto, con tanto di contratto, ancora prima di sapere ad esempio se per le condizioni dell’edificio, quella pratica sarà effettivamente ammissibile e finanziabile.

Spiega l’ingegnere Roberto Di Girolamo, presidente Inarsind, sindacato architetti ed ingegneri liberi professionisti: «Dovranno essere presentate complessivamente 70.000 pratiche in tutto il cratere e non ci si rende ancora conto delle scadenze imminenti, che richiederebbero una seria azione di programmazione ed inoltre in caso di mancata presentazione della pratica chi pagherebbe il lavoro dei tecnici? Assistiamo ancora una volta ad una gestione superficiale e pressapochistica della ricostruzione post terremoto».


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