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Ascoli, pregi e difetti emersi
nelle prime due giornate:
la squadra è destinata a crescere

SERIE B - Buona organizzazione di gioco, equilibrio fra i reparti, valide alternative in tutti i ruoli, l'esplosione di Scamacca. Da evitare cali di tensione e distrazioni difensive
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Mister Zanetti

di Bruno Ferretti

Due partite di Coppa Italia e due di campionato non offrono elementi sufficienti per l’attendibile valutazione di una squadra. Ma forniscono impressioni che dovranno poi essere verificate. Il discorso, ovviamente, vale anche per l’Ascoli nonostante abbia mantenuto -finora- buona parte dell’ossatura base del passato campionato: a Frosinone nella formazione di partenza c’erano solo tre nuovi (Pucino, Petrucci, Scamacca). L’Ascoli di Zanetti ha evidenziato pregi e difetti, più i primi dei secondi e questo è certamente un dato incoraggiante. Cerchiamo di analizzarli in sintesi.

Scamacca

COSA FUNZIONA – In primo piano la buona organizzazione di gioco. La manovra scorre con sufficiente fluidità. Le distanze fra i reparti sono equilibrate e piuttosto efficaci le ripartenze veloci soprattutto con Da Cruz, abile contropiedista in campo aperto. Altro pregio del nuovo Ascoli è quello di avere valide alternative in ogni ruolo e questa è una garanzia (ma Zanetti dovrà essere bravo nella gestione del gruppo). Terzo e non ultimo il positivo avvio di stagione di Gianluca Scamacca in veste di goleador: 4 reti in Coppa, dove guida la classifica dei cannonieri, e uno in campionato. Senza dimenticare quello realizzato in maglia azzurra con la Nazionale Under 21 contro la Moldavia. Il ventenne attaccante giunto in prestito dal Sassuolo possiede notevoli qualità: il futuro è suo.

Pucino

COSA C’È DA MIGLIORARE – In primis qualche calo di tensione. Si é evidenziato in casa con il Trapani, rischiando la rimonta dei siciliani, si é ripetuto nel secondo tempo di Frosinone dove l’Ascoli ha incassato la prima sconfitta stagionale. Altro difetto da correggere é quello della discontinuità propositiva. Ci sono fasi della partita in cui l’Ascoli gioca con intensità e mette in crisi l’avversario, ma anche fasi in cui allenta la presa e va in difficoltà. Non si può dominare dall’inizio alla fine, d’accordo, ma – avendone le possibilità – é necessario acquisire una maggiore continuità di rendimento. É soprattutto un fatto di mentalità. Da eliminare, o almeno limitare il più possibile, certe disattenzioni difensive che costano caro vedi il secondo gol del Frosinone, evitabilissimo. In quella circostanza nella retroguardia bianconera é mancata la necessaria attenzione. Beghetto ha potuto effettuare il cross dalla corsia senza alcuna opposizione e Paganini ha colpito di testa, quasi indisturbato, a due passi dalla porta di Lanni. Un errore di reparto, collettivo, pagato a caro prezzo.


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