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Vaccini, nelle Marche
ancora 4.500 devono effettuarli.
383 sono nella nostra Provincia

SCUOLA - Con l'anno scolastico che sta per iniziare, si riapre anche il dibattito sulla vaccinazione. Nonostante i tentativi di modifica, in vigore c'è la legge Lorenzin: senza vaccini, non si entra in asili e scuole dell'infanzia
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di Giorgio Tabani

Vaccini, l’eterna questione. Con la scuola che sta per iniziare, si riapre anche il dibattito sulla vaccinazione. Con gli equilibri politici cambiati, sembra ormai difficile che possa essere approvata in Parlamento la proposta di legge per una maggiore flessibilità sull’obbligo di profilassi, scritta da Movimento 5 Stelle e Lega nei mesi scorsi. Rimane quindi pienamente in vigore la legge Lorenzin: senza vaccini, non si entra in asili e scuole dell’infanzia.

Nelle Marche sono circa 4.500, su 70mila, i bambini e le bambine tra 0 e 6 anni (nati tra il 2013 e il 2018) che devono completare le vaccinazioni obbligatorie, secondo i dati dell’Asur. Molte in questi giorni le vaccinazioni per rimediare all’ultimo: per facilitare le operazioni, gli ambulatori delle cinque Aree vaste sono a disposizione per le vaccinazioni mancanti anche senza prenotazione.

Sul territorio i numeri dei bambini e delle bambine non vaccinate sono così distribuiti: 1.592 casi nell’Area vasta 1 (Fano-Pesaro-Urbino), 850 nell’Area vasta 2 (Fabriano-Jesi-Senigallia-Ancona), 527 nell’Area vasta 4 di Fermo e 383 nell’Area vasta 5 (Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto), i restanti nell’Area vasta 3 (Macerata-Civitanova Marche-Camerino). Nella maggior parte dei casi la causa è l’iter di recupero, che necessita di tempo per l’applicazione in quanto le vaccinazioni mancanti devono essere fatte secondo una tempistica definita. A volte il motivo è la presenza di controindicazioni, in altri casi c’è però la ferma volontà di non vaccinare i figli.

Nei giorni scorsi sui vaccini si è tornati a parlare anche in Europa: «È inaccettabile che mentre in alcune parti del mondo si muore per mancanza di vaccini, qui da noi ci sia chi rischia la vita propria e degli altri rifiutandoli». Così si è espresso il presidente uscente della Commissione europea Jean Claude Juncker, aprendo i lavori del vertice globale sulla vaccinazione, convocato a Bruxelles insieme all’Organizzazione mondiale della Sanità.


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