
Il passaggio pedonale davanti alla scuola D’Azeglio
Lungo Castellano, metà mattinata di un giorno qualunque, camminamento pedonale. Un uomo spinge la carrozzina con dentro un bimbo, un altro bambino cammina al suo fianco, lungo la strada in lieve pendenza. In senso opposto scendono tre bikers. L’uomo mugugna, i bikers in un modo o nell’altro riescono a passare, vista la strettezza del camminamento. Passa un minuto ed ecco che la scena si ripete, solo che stavolta i bikers sono due. L’uomo stavolta alza leggermente il tono: «Non lo sapete che è un passaggio per i pedoni?». Uno dei bikers risponde: «Sì lo so». E l’altro: «E allora che cosa cavolo ci passate a fare?».

Auguri a chi transita a piedi sul Lungo Castellano tre le 12,30 e le 13,30
Insomma, per farla breve, finisce a male parole e insulti, coi ciclisti che si allontanano nella direzione opposta e l’uomo che continua a spingere la carrozzina furente.
La domanda, ancestrale, che tutti si pongono da sempre osservando il Lungo Castellano è una: ma se i bikers si lamentano delle auto, le auto si lamentano dei bikers, nel camminamento stretto, pedoni, carrozzine e persone diversamente abili, dove dovrebbero passare? Ma soprattutto, a che ora?
Sì, perché da oggi con la ripartenza dell’anno scolastico ricomincerà a palesarsi (la speranza, illusoria, è che non accada), quotidianamente, anche la fila di auto parcheggiate lungo tutta la via prima e dopo il suono della campanella della vicina scuola D’Azeglio. Un serpentone che staziona in loco per una buona mezzora, davanti agli occhi della polizia municipale. Indovinate dove? Ma sopra al camminamento pedonale, ça va sans dire, dove transitare a piedi è possibile, purché la stazza corporea della persona sia tanto esile da consentire il passaggio tra le portiere e il muro, di neanche mezzo metro. In caso di carrozzine al seguito, invece, si suggerisce direttamente la smaterializzazione.
Un quadro non molto edificante, davanti agli occhi dei bambini che un domani, probabilmente, riterranno tutto ciò normale. Nel frattempo, in vista da prossimi mesi, non resta che augurare ai pedoni buona fortuna e sopravvivenza in caso qualcuno di loro decida, come già accaduto in passato, di camminare direttamente in mezzo alla strada.
Lu. Ca.
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