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«Raccolta dei rifiuti,
l’appalto non quadra»
Esposto dei Cinque Stelle:
«C’è mano politica»

ASCOLI - Il consigliere comunale Massimo Tamburri: «L’indagine che coinvolge un dirigente comunale è forse la cosa meno grave». Un invito al sindaco Fioravanti: «Cambi i componenti di tutte le società partecipate». Intervengono anche la consigliera Eleonora Camela e gli attivisti Feliziano Ballatori e Federico Gabrielli

Federico Gabrielli, Eleonora Camela, Massimo Tamburri e Feliziano Ballatori del Movimento Cinque Stelle

«Auspichiamo che sulla vicenda dell’appalto rifiuti, verde pubblico e illuminazione pubblica, si vada fino in fondo. E che la magistratura esamini anche tutto il materiale che abbiamo fornito all’Autorità Nazionale Anticorruzione con un esposto». Il M5S, attraverso una conferenza stampa alla libreria Rinascita, alza il tiro e allarga il raggio d’azione: «L’indagine che coinvolge un dirigente comunale – commentano il consigliere Massimo Tamburri e l’attivista Feliziano Ballatori – la consideriamo tra le cose meno gravi che abbiamo evidenziato nella nostra denuncia inviata all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Riteniamo, infatti, che dietro ci sia una mano politica».

Palazzo Arengo (Foto Vagnoni)

Non aggiungono altro i due esponenti pentastellati, solo un augurio: «Speriamo che emerga la verità e che non cada tutto in prescrizione». La questione è quella relativa ad alcune presunte irregolarità sorte alla stipula del contratto di concessione tra il Comune e Ascoli Servizi Comunali per la gestione ventennale dei servizi di raccolta rifiuti, verde pubblico e illuminazione pubblica. L’esecuzione di quel contratto sarebbe stata garantita da una fidejussione accesa dal socio privato, ed indicata nel bando di gara, che sarebbe servita a proteggere il Comune da eventuali inadempienze contrattuali da parte del privato Ecoinnova che in quel periodo (2013) era socio di Ascoli Servizi Comunali per il 40%. Fidejussione datata 16 luglio 2013, mentre il contratto di concessione tra Comune e Ascoli servizi comunali fu firmato il 7 luglio 2013, cioè ancora prima.

«Secondo noi – spiega Tamburri – ci sono altre cose che non quadrano come il mancato pagamento di 110.000 euro del costo del bando di gara e il pagamento di 3,800 milioni di euro relativi al valore della vendita del 40% delle quote di Ascoli Servizi Comunali: questo perché ci risulta venne pagata solo la prima rata pari a 950.000 euro. Come gruppo M5S chiedemmo lumi proponendo in Commissione un’ingiunzione di pagamento, ma ci fu detto che il Comune, attraverso un piano di riequilibrio, aveva sanato la cosa. Tutto quello di cui sto parlando è stato da noi segnalato all’Autorità anticorruzione».

Il sindaco Fioravanti (Foto Vagnoni)

Altra anomalia, sempre secondo quanto detto nella conferenza del M5S, è quella relativa alla data di costituzione della società privata e al successivo inizio dell’attività. «E proprio sulla qualità dei servizi erogati – puntualizza Tamburri – visto che riceviamo proteste da molti cittadini, stiamo preparando un dossier che trasformeremo poi in un’interrogazione». Chiuso l’aspetto dell’indagine, il M5S, consiglieri Eleonora Camela e Tamburri, e gli attivisti Ballatori e Federico Gabrielli, lanciano un appello al nuovo sindaco Marco Fioravanti.

«Visto che il primo cittadino parla tanto di rinnovamento, allora ce lo dimostri – chiosa Tamburri – e inizi a cambiare i rappresentati del Comune e, quindi, i vertici delle società partecipate come Ascoli Servizi Comunali, Piceno Reti Gas e Cup, in discontinuità con la vecchia Amministrazione Castelli. E a fine anno anche i vertici della Start che sono in naturale scadenza. Oltre al direttore».


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