Ascoli e i big della musica italiana,
una storia da rinsaldare

FINO A QUALCHE ANNO FA le cento torri e il teatro Ventidio Basso erano tappa fissa delle tournée invernali dei cantanti pop di casa nostra. Da Fossati a De Gregori fino a Ligabue e Patty Pravo, la lista è lunga. Il sindaco Fioravanti e l'assessore Ferretti al lavoro per invertire la tendenza degli ultimi tempi. Le belle realtà che danno vita a eventi di qualità con budget limitati
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di Luca Capponi 

Eros Ramazzotti, Coez, Mika, Brunori Sas, Vinicio Capossela, Fiorella Mannoia, Niccolò Fabi, Pfm ad Ancona. Poi Fabrizio Moro e Paola Turci a Senigallia, Daniele Silvestri nella vicina Roseto degli Abruzzi, e molti altri. Si attendono pure notizie da Macerata, Fermo, Civitanova e da San Benedetto, che lo scorso anno diede vita ad un succulento cartellone ospitando artisti di calibro, tra cui la stessa Pfm e i Negrita. Si parla ovviamente di musica nei teatri, in auditorium, palazzetti o luoghi al chiuso. Da qualche anno, purtroppo, un tallone d’Achille tra le cento torri, a parte qualche caso isolato.

Alcuni dei nomi che presto suoneranno nelle Marche: Niccolò Fabi, Fabrizio Moro, Eros Ramazzotti e Mika

Una situazione in controtendenza rispetto al passato, quando tra autunno, inverno e primavera i grandi nomi della musica italiana si alternavano alla programmazione della stagione di prosa del Ventidio Basso. Una lista di nomi lunga e ben frequentata, che va da Franco Battiato a Patty Pravo e Ivano Fossati, da Francesco De Gregori, Ligabue e i Baustelle fino a Subsonica, Massimo Ranieri, Alex Britti, Cesare Cremonini e agli Afterhours di Manuel Agnelli, solo per citarne alcuni.
Certo, in alcuni momenti la mancanza di live invernali è stata compensata da una bella ondata estiva, come accadde nel 2018, quando tra le cento torri arrivarono a poche settimane di distanza l’uno dall’altro gente come Sting, Bollani, Marky Ramone e Goran Bregovic.

I Negrita sul palco di San Benedetto (foto Vagnoni)

Ciò nonostante, l’auspicio degli amanti della musica dal vivo è che il Massimo (ma non solo, in città ci sono spazi potenzialmente utilizzabili come l’auditorium “Montevecchi” o il Filarmonici) torni presto a comparire tra le mete toccate dalle tournée dei cantanti di casa nostra. In tal senso, l’assessore alla cultura Donatella Ferretti e lo stesso sindaco Marco Fioravanti hanno mostrato aperture, lasciando intendere che qualcosa si potrebbe fare a cavallo del nuovo anno. Tutto, ovviamente, facendo bene i conti con le risorse che, ahinoi, in questi tempi di crisi si fa sempre fatica a reperire. Staremo a vedere. Nel frattempo non resta che lodare (e seguire), coloro che riescono a tirar su eventi di qualità con budget limitati. Tre esempi: l’ascolipicenofestival tuttora in corso, che proprio qualche giorno fa ha ospitato un duo di livello mondiale come Igudesman & Joo; il Cotton Jazz Club, una delle realtà più longeve d’Italia pronta a tagliare i 30 anni di attività; e il Festival App, che ogni anno contamina con musica e teatro di nicchia con le sue proposte di natura contemporanea.


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