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Pacetti (Uil): «Ricostruzione,
ritardi inaccettabili
Lavoro, più dialogo tra scuole e imprese»

ASCOLI - L'analisi del referente provinciale del sindacato: «Sull'Area di crisi aspettiamo un bilancio di quello che è stato fatto per non ripetere l'esperienza dei Patti Territoriali. Sul sisma di questo passo rischiamo di non ricostruire niente»

Il segretario provinciale della Uil di Ascoli, Giuseppe Pacetti

di Renato Pierantozzi

«Il terremoto, al di là dei lutti e di quello che ha provocato, può anche essere un’occasione per l’economia locale, ma con questi tempi per la ricostruzione non credo che lo sarà». E’ il grido di dolore che arriva dal referente provinciale del sindacato Uil, Giuseppe Pacetti, che affronta anche i temi caldi dell’occupazione, dell’area di crisi complessa, della sicurezza sui luoghi di lavoro e della scuola dopo la pausa estiva. «Dopo la messa in sicurezza di città e paesi -dice- la ricostruzione vera e propria stenta a decollare con percentuali bassissime (leggi l’articolo relativo alla città di Ascoli, ndr) sia per gli agglomerati sia per i danni lievi “B”.

Dottor Pacetti, cosa non va secondo lei?

«Penso alla situazione degli invasati. Ci sono porzioni di persone defunte, di gente che abita in Usa, a Roma o a Milano e che magari non si riesce a rintracciare. Come facciamo? Per non parlare poi delle sanatorie degli abusi edilizi. Alla fine si rischia di non partire mai. Per non parlare poi degli altri problemi».

A che cosa si riferisce?

Il territorio ferito dal sisma (Foto Vagnoni)

«Penso ai tempi di pagamenti delle imprese che stanno lavorando anche per la messa in sicurezza. Se debbono attendere 6/7 mesi rischiano di dover anticipare i fondi ricorrendo alle  banche che non vedono di buon occhio il settore edilizio finito da tempo in black list. E così di fronte a crediti per decine di migliaia di euro qualche ditta rischia anche di saltare. Per questo chiediamo, come sindacato, al Centro Sisma di accelerare il più possibile i pagamenti. C’è poi la questione della sicurezza sul lavoro: in edilizia bisogna lavorare con la “testa” e nelle Marche stiamo registrando tassi di infortuni sopra la media nazionale. In tutta Italia ci sono stati oltre 600 decessi».

Sul fronte del lavoro e dell’occupazione come è invece la situazione?

«Chiediamo di avere i dati sull’Area di crisi complessa sia per l’intervento regionale (sotto al milione e mezzo) sia per quello nazionale (sopra il milione e mezzo) per conoscere il bilancio finale senza ripetere quanto è accaduto con i Patti territoriali. E’ importante conoscere la risposta delle aziende per procedere, ad esempio, alla formazione preventiva dei lavoratori nei settori che vanno meglio. Riguardo alla città di Ascoli abbiamo chiesto al sindaco un appuntamento per discutere dello stato di attuazione della pratica relativa alla riconversione dell’ex Carbon. Prosegue poi la nostra battaglia contro il lavoro nero che interessa anche il nostro territorio e per il cui contrasto ci sono pochi ispettori. C’è poi il discorso relativo all’inserimento lavorativo dei giovani con il discorso relativo agli stage e alla Garanzia Giovani che chiediamo di rivedere in modo da rendere tali iniziative veramente in grado di agevolare l’accesso al mercato del lavoro. Anche le scuole possono fare la loro parte orientando i piani di studio sui fabbisogni occupazionali ascoltando la “voce” del territorio».

A proposito di scuola, da ex dirigente ed attuale responsabile sindacale della Uil per la categoria come è partito l’anno scolastico?

«Quest’anno il Ministero è stato di “manica larga” per le Marche in materia di organico anche se qualche complicazione per le nomine c’è stata lo stesso con ingressi anche ad inizio anno con problemi di inserimento dei docenti che arrivano in “corsa” senza fare la programmazione. Anche per le nomine degli insegnanti di sostegno c’è stato un po’ di scarto tra le richieste delle scuole e delle famiglie con quanto dato dal Miur. Mentre nel caso della primaria non è stata fatta in tempo la graduatoria relativa al concorso straordinario. Sul fronte dei dirigenti grazie al nuovo concorso sono stati coperti quasi tutti i posti tra Ascoli e Fermo con solo tre “buchi” (il Preziotti di Fermo e le due scuole serali per adulti, ndr)».


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