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Riconoscimento Unesco, Italia Nostra:
«Non limitiamoci a Piazza del Popolo»

ASCOLI - Gaetano Rinaldi, presidente della sezione "William Scalabroni" ha scritto a sindaco, Soprintendenza e associazioni culturali, ma chiede anche il coinvolgimento dell'Unicam. «Ascoli ha tutte e tre le tipologie di piazze individuate dal grande architetto austriaco Camillo Sitte, ci sono anche Piazza Arringo e Piazza Ventidio Basso»
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Ha preso carta e penna ed ha scritto al sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, alla vice presidente della Regione Marche Anna Casini, a Marta Mazza della Soprintendenza delle Marche, a Giuseppe Losco direttore della Scuola di Architettura e Design dell’Unicam, alle varie associazioni culturali che operano in città, ai presidenti nazionale e regionale di Italia Nostra. L’oggetto della missiva di Gaetano Rinaldi, presidente della sezione di Ascoli “William Scalabroni”, è “Ascoli e il riconoscimento Unesco”. Una battaglia che anche Italia Nostra porta avanti da tanti anni. Senza esito.

Gaetano Rinaldi

“Si torna a parlare dell’inserimento di Ascoli nella lista dei “beni patrimonio dell’umanità” riconosciuti dall’Unesco. Questa volta si vuole limitare la richiesta di riconoscimento alla fantastica Piazza del Popolo, tentando di percorrere questa nuova via dopo gli altri tentativi infruttuosi che basavano la richiesta sulla preminente presenza del travertino nella forma materica che caratterizza e qualifica in maniera spettacolare l’immagine della città. Ma evidentemente questo elemento caratterizzante non è stato ritenuto fondamentale per la concessione del prestigioso riconoscimento. Dobbiamo chiederci: sarà sufficiente fondare la nuova richiesta sulla bellezza, sull’armonia e il fascino indiscutibile di Piazza del Popolo? Questa piazza è veramente unica oppure in Italia o nel mondo ci sono tante altre piazze, dotate di analogo fascino e bellezza? Per superare questo probabile ostacolo, a parere dell’associazione, si dovrebbe seguire un diverso percorso cercando di presentare la richiesta di riconoscimento insieme ad altre città dotate di piazze simili a quelle che nobilitano Ascoli, chiedendo in pratica un riconoscimento dei siti di tipo seriale come quello che ha portato al riconoscimento dei sette siti dell’Italia Langobardorum.

Piazza del Popolo (Foto Andrea Vagnoni)

In questo caso, per sostenere con valide argomentazioni la candidatura, si dovrebbe partire da quanto sostento dal grande architetto austriaco Camillo Sitte che nelle sue ricerche ha individuato tre tipologie di piazze, tra quelle che nobilitano con la loro bellezza e con il loro fascino alcune città monumentali, tra cui si distinguono per l’indiscusso valore alcune italiane. Un primo tipo è quello in cui l’edificio dominante è una chiesa la cui facciata si prospetta sulla piazza, che solitamente si sviluppa “in profondità”. Potremmo dire che è la Piazza religiosa. E’ proprio il caso di Piazza Arringo che presenta questa caratteristica. Nel secondo tipo è presente il Palazzo Comunale che occupa un lato della Piazza che si sviluppa in larghezza di fronte alla costruzione. E’ il caso di Piazza del Popolo dove è presente il Palazzo dei Capitani. Il terzo tipo corrisponde alla Piazza di impianto medievale, caratterizzata da una conformazione irregolare, determinata da antiche preesistenze, conformazione del terreno ed altro. E’ il caso di Piazza Ventidio Basso, il cui fascino è esaltato dalla residua presenza dei resti delle circa duecento torri che si ergevano nella città.

Piazza Arringo (Foto Andrea Vagnoni)

Quindi ad Ascoli sono presenti in maniera veramente esemplare le tre tipologie di piazze individuate dal grande studioso austriaco e, quindi, potrebbe benissimo questa presenza essere indicata come un elemento di unicità meritevole del riconoscimento dell’Unesco. Peraltro per render più facile il superamento dei sicuri ostacoli che presenta l’avvio di questa autentica avventura, a nostro parere, si dovrebbero individuare in Italia ed eventualmente in tutta Europa, altre città in cui siano presenti tipologie di Piazze simili a quelle esemplari di Ascoli, per coinvolgerle nella presentazione della richiesta, ponendo magari Ascoli come capofila. In questo modo la richiesta troverebbe una maggiore più solida giustificazione oltre al sostegno di tutte le altre città coinvolte nell’iniziativa.

D’altra parte questo riconoscimento consentirebbe di mettere in rete, così come è successo per i sette siti dell’Italia Langobardorum, le città e le piazze proposte per il riconoscimento Unesco, creando le condizioni per una promozione dell’immagine di tutte queste città con effetti sicuramente rilevanti sullo sviluppo di correnti turistiche interessate alla scoperta di realtà sovente dotate di un fascino insolito ma talora fuori dai circuiti tradizionali di visita.

Piazza Ventidio Basso (Foto Andrea Vagnoni)

Per l’individuazione delle piazze e delle città, si potrebbe partire dallo studio di Sitte, ma forse non sarebbe inopportuno creare una commissione di volontari, magari con il coinvolgimento delle associazioni culturali di Ascoli, per avviare questa ricerca e per approfondire l’analisi delle relative problematiche. E’ evidente che non dovrà mancare la fondamentale collaborazione e il coinvolgimento della Scuola di Architettura di Ascoli. Riteniamo, peraltro, che questo lavoro dovrebbe essere effettuato a puro titolo di volontariato non prevedendo alcuna forma di indennità per i soggetti coinvolti nell’iniziativa, in modo da evitare che si ripeta quanto occorso precedentemente con l’esborso di rilevanti risorse senza conseguire alcun risultato positivo. In questo caso invece il tutto si dovrà basare sull’entusiasmo disinteressato e sull’amore nutrito per la nostra città. E’ augurabile che sulla problematica si apra un ampio dibattito, per individuare i percorsi più efficaci da seguire per consentire la presentazione di una richiesta cui arrida un successo e non un rifiuto come è accaduto sino ad ora”.

 


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