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Festa del Patrono, il vescovo invoca
l’aiuto di San Benedetto Martire:
«Tutti trovino un lavoro sicuro» (Fotogallery)

SAN BENEDETTO - Celebrato in grande stile il protettore della città. Processione anche in acqua, con la statua del Santo-Soldato arrivata da Cupra Marittima, ripercorrendo un tragitto antichissimo. Le parole del sindaco Pasqualino Piunti, l'omelia di monsignor Carlo Bresciani

di Marco Braccetti

(fotoservizio di Alberto Cicchini)

Prima in mare, poi a terra. Dalla chiesa cuprense di San Basso, all’Abbazia patronale sambenedettese, seguendo il solco di una storia millenaria. Nel pomeriggio di domenica 13 ottobre, le celebrazioni religiose di San Benedetto Martire, protettore della città, hanno toccato l’apice con una processione marina carica di significato. Secondo la storia locale, infatti, il corpo esanime del legionario romano convertito al cristianesimo (per questo martirizzato) fece il medesimo percorso nell’anno 304.

Sono trascorsi quasi 2000 anni, ma la fede del popolo sambenedettese verso il proprio martire resta immutata. A dimostrarlo ci hanno pensato le tante persone che, prima, hanno partecipato alla processione sviluppatasi nel cuore della città, per poi affollare la pieve del Paese Alto per la messa solenne presieduta dal vescovo Carlo Bresciani.

Scortata dalla Guardia Costiera e attorniata da altri mezzi nautici, l’effigie del Martire è stata trasportata al porto sambenedettese dalla vongolara “Ammiraglia”. Poi lo sbarco, salutato anche dai velivoli dell’Aeroclub Picenum. Alla successiva processione, insieme alla banda, hanno partecipato numerose autorità civili e militari, insieme a rappresentanti di varie associazioni. Sempre presenti i delegati Anmi (Associazione nazionale marinai d’Italia) insieme con esponenti dei Carabinieri e della Polizia di Stato in congedo. Caratteristici, il gruppo folkloristico dell’Utes ed i rievocanti di Artocria: associazione cuprense che fa rivivere i fasti dell’antica Roma ed era già stata coinvolta, sabato, nella rievocazione del martirio di Benedetto, svoltasi presso la chiesa di San Basso ed alla quale ha partecipato, in abiti patrizi, anche il sindaco di Cupra Marittima, Alessio Piersimoni, presenti pure alla messa patronale.

Quasi al termine del rito, come tradizione vuole, c’è stata al consegna, da parte del sindaco Pasqualino Piunti, della chiave urbana al santo protettore. Poi il vescovo ha invocato il Santo-Soldato, recitando con tutti i fedeli una nuova preghiera. Un’invocazione appositamente composta dal monsignore e dai temi attualissimi, visto che si chiede l’aiuto di San Benedetto «affinché tutti possano avere un lavoro sicuro e un guadagno dignitoso per sé e per le proprie famiglie». La celebrazione si è chiusa con la benedizione alla città che il vescovo ha impartito dal belvedere di piazza Sacconi.

Nel corso della sua omelia, il vescovo Bresciani ha descritto il patrono come un esempio di vita. «Soldato dell’esercito romano – ha ricordato monsignor Bresciani – ovviamente non è stato scelto come patrono in quanto militare, ma poiché testimone di valori alti. Valori che l’hanno portato al martirio, con il quale si è mostrato più forte nelle armi spirituali che nell’uso della spada. Nell’immediato è apparso un perdente, è stato ucciso. Martirizzato. Ma ha ottenuto molto di più con il suo martirio, che con le sue battaglie a cui per obbedienza ha partecipato. Ha mostrato cioè che il progresso di una civiltà non sta nell’uso della forza ma nei valori su cui si fonda. La vera forza di una comunità non sta nelle armi o nelle varie forme di violenza, compresa quella verbale» .

« La forza – ha scandito il pastore diocesano – sta nei valori che ispirano la vita delle istituzioni, dei cittadini e dei fedeli. I valori per i quali il nostro patrono è stato pronto a sacrificare la sua stessa vita sono quelli che hanno permesso alla civiltà europea di essere per secoli  e secoli un faro per l’intera umanità. Si tratta dei valori del Vangelo e universali: solidarietà, uguaglianza, rispetto della dignità di ogni persona».

 LA FOTOGALLERY DI ALBERTO CICCHINI


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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