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Cena di Acquasanta, in arrivo
la denuncia dell’Anpi
Gionni: «Valutiamo le aggravanti»

ASCOLI - Il legale è stato incaricato dal presidente provinciale dell'Anpi, Claudio Perini. «Sabato o lunedì sarà depositata la querela verso noti e ignoti». In ballo c'è l'articolo 604 bis del codice penale introdotto dal Governo Gentiloni e che prevede pene che vanno da 2 a 6 anni

«Stiamo valutando se contestare anche il nuovo delitto introdotto dall’articolo 604 bis del codice penale oltre all’apologia del fascismo». Sono le parole dell’avvocato Mauro Gionni a cui l’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) ha dato mandato di presentare una denuncia-querela “contro noti ed ignoti” dopo la cena con il menù fascista svoltasi lunedì sera ad Acquasanta Terme.

«Sabato o lunedì sarà depositata» aggiunge il legale che è stato incaricato dal presidente provinciale dell’Anpi Pietro Perini (leggi l’articolo). Che cosa prevede l’articolo citato da Gionni? Si tratta della norma inserita dal Governo Gentiloni con il decreto legislativo numero 21 dell’1 marzo 2018 che inasprisce le pene già previste dalle leggi Scelba e Mancino sull’apologia del fascismo.

L’avvocato Mauro Gionni

Tra le altre cose, la norma prevede, “la pena della reclusione da due a sei anni se la propaganda ovvero l’istigazione e l’incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione, sulla minimizzazione in modo grave o sull’apologia della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale”. Anche la cosiddetta “legge Scelba” del 1952, all’articolo 5, sanziona “chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto Partito Fascista”.

rp

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