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“Cena fascista”, Tullio Pericoli:
«Disapprovo e, almeno simbolicamente,
chiudo per un giorno la mia mostra»

ASCOLI - Le reazioni nel mondo della cultura. Il pittore ascolano: «Il fatto mi ha sorpreso e amareggiato, soprattutto per la presenza di figure istituzionali»

Tullio Pericoli (Foto Vagnoni)

Il caso della cena “fascista” di Acquasanta Terme, nella quale hanno partecipato anche figure istituzionali come il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, il vice sindaco Giovanni Silvestri, l’onorevole Francesco Acquaroli ed altri, ha provocato la reazione anche del mondo della cultura. Alla cena in questione, come noto, è apparso un menù con riferimenti alla marcia su Roma, citazione di una frase di Mussolini e anche il fascio littorio.

Spicca la presa di posizione del pittore ascolano Tullio Pericoli, sempre molto legato alla sua terra, le cui opere sono esposte, fino al 3 maggio del 2020,  in una grande mostra  antologica (“Forme del paesaggio”) a Palazzo dei Capitani.

«Della cena di Acquasanta – dichiara a Cronache Picene Tullio Pericoli – so quello che ho letto sui giornali. Il fatto mi ha sorpreso e amareggiato, soprattutto per la presenza delle maggiori autorità istituzionali della città di Ascoli, città che ha avuto il merito di ricevere la Medaglia d’Oro per Attività Partigiana. Non potendo, per esprimere la più profonda disapprovazione, chiudere almeno per un giorno la mia mostra a Palazzo dei Capitani, lo farò mentalmente e, se non altro per me, simbolicamente».


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