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“Prendi i soldi e scappa”,
torna la rassegna cinematografica
sulla crisi economica

SAN BENEDETTO - I riflettori si accenderanno sulle pagine buie della finanza per quattro venerdì fino al 20 dicembre al "Kabina Welcome". Introduzione e commento di Fabrizio Sciamanna

Torna a grande richiesta la rassegna “Prendi i soldi e scappa”: la crisi economica e la finanza spiegate con il cinema. I riflettori si accenderanno sulle pagine buie della finanza per 4 venerdì dal 29 novembre al 20 dicembre presso il “Kabina Welcome” di San Benedetto. Fabrizio Sciamanna, consulente finanziario e l’associazione aulturale Blow Up di Grottammare presentano, nel mese dell’educazione finanziaria, una rassegna cinematografica che vuole servire da guida: per capire cosa sta accadendo al sistema finanziario; per essere più consapevoli e meno sprovveduti; per la tutela e la protezione dei nostri risparmi; per imparare qualche regola di autodifesa di fronte a quelli che da tutori possono trasformarsi in predatori. Prima di ogni film, a partire dalle ore 20, con la formula “apericinema” ci sarà una gustosa apericena preparata dal Kabina Welcome.

«Mala-finanza, istituzioni inermi e banche malate stanno proiettando un film che non ci piace, per cui ci stanno chiedendo un prezzo altissimo – dichiara Sciamanna. Abbiamo il dovere, oltre a lamentarci sul nostro comodo posto in sala, di alzarci, andare dietro la cinepresa per diventare attori protagonisti e poter scrivere un finale diverso».

Si comincia con “La grande scommessa” di Adam Mckay: il film racconta la scoperta più o meno contemporanea da parte di alcuni uomini della gigantesca “bolla” cresciuta in seno al mercato immobiliare e destinata a scoppiare un paio d’anni dopo con effetti disastrosi. Com’è possibile conciliare lo spettacolo cinematografico, e il tasso fisso d’intrattenimento che deve assicurare, con il racconto di un crack finanziario, dove i protagonisti hanno nomi quali CDO e AAA e la cosa si fa appassionante man mano che si complica? Beh, The Big Short (letteralmente: “il grande scoperto”) dimostra che è possibile; scommette contro le regole date per marmoree del racconto filmico mainstream e vince. Anzi, dati il paradosso a monte e la sorpresa a valle, si può affermare che il film di Adam McKay stravinca, lasciando lo spettatore piacevolmente preso in contropiede. Questo gioco al ribaltamento sulle aspettative di un pubblico ignaro e impreparato, che funziona bene ad una prima visione, non esaurisce però i meriti del film, che poggia invece su un’architettura narrativa solidissima, ispirata dal libro di Michael Lewis che sta alla base del copione, e su un potente e stratificato ritratto dei personaggi. Info: sciamanna.consulenza@gmail.com


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