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Carcere del Marino, incontro
con la direttrice Eleonora Consoli

ASCOLI - «Ci sono 80 detenuti per una capienza di 120, la Polizia Penitenziaria conta 123 unità rispetto alle 162 previste dalla legge. Si socializza molto con associazioni esterne e un detenuto. Dopo tanti anni di lontananza, ha parlato via skype con l’anziana madre». Nel 2020 torna il periodico trimestrale, si chiamerà "L'eco del Marino"

La direttrice del carcere di Marino del Tronto, Eleonora Consoli, insieme ad alcuni rappresentanti della Polizia Penitenziaria in servizio nella casa circondariale ascolana

di Simone Corradetti

Eleonora Consoli dirige la casa circondariale di Marino del Tronto dallo scorso giugno. Prima di arrivare ad Ascoli, aveva ricoperto lo stesso ruolo nel carcere di Fermo dal 2008. Quello ascolano è un Istituto da sempre considerato eccellente, anche perché ospitava il cosiddetto “carcere duro” (41 bis) che venne smantellato nel giugno 2018, con diversi detenuti trasferiti altrove.

Quale è la situazione attuale?

La nostra struttura conta 80 detenuti, con una capienza di 120, ma attualmente una sezione è in fase di restauro. Abbiamo diversi reparti: media sicurezza, protetti (ex appartenenti alle forze dell’ordine), articolazione salute mentale, osservazione psichiatrica, semiliberi (escono la mattina per lavorare e rientrano la sera) e alta sicurezza per chi è coinvolto in traffico internazionale di stupefacenti o finalizzati allo spaccio (articolo 4 bis).

Come siete organizzati all’interno della struttura?

La Polizia Penitenziaria ha una carenza di organico di circa il 30%. Abbiamo un totale di 123 unità, rispetto alle 162 previste dalla legge. Trenta detenuti al mese svolgono un’attività lavorativa in carcere, al servizio dell’Amministrazione. Ci sono addetti alle pulizie, alla cucina, alla distribuzione del vitto, alla consegna della spesa, alla lavanderia e l’assistenza alle persone con difficoltà motorie. Il loro lavoro serve per la rieducazione e la riabilitazione, come previsto dall’articolo 27 della Costituzione. Nelle camere detentive, le ex celle, pranzano con gli altri compagni di stanza e hanno la possibilità di farsi la doccia, direttamente al suo interno.

E l’importanza di coinvolgere soggetti esterni?

E’ importantissimo farli socializzare con soggetti e associazioni esterni. Infatti è iniziato “Il mio campo libero”, un progetto per l’attività sportiva, e sono poi numerose le scuole che vengono in visita da noi. Abbiamo poi una scuola per i detenuti, i quali hanno già scritto un libro dal titolo “La luna è dietro le sbarre, il mare ha il colore del sole”. Poi c’è il campetto da calcio, il teatro e un’area verde per far incontrare ad esempio il padre detenuto con i suoi bambini. C’è la sala colloqui, ma anche la possibilità di parlare via skype con parenti lontani. Grazie a questa tecnologia, infatti, Un detenuto ha avuto la possibilità di comunicare con l’anziana madre dopo tanti anni di lontananza. Il sabato e la domenica, si svolgono le messe nei vari reparti, e si insegna anche catechismo. Nel 2020 ritornerà la rivista trimestrale dell’Istituto, con un nuovo nome: “L’eco del Marino”.

I detenuti come trascorreranno il Natale?

Ci tengo a ringraziare gli agenti per la loro umanità e professionalità. E i volontari che ci assistono sempre come la Caritas, l’Associazione Papa Giovanni XXIII e la parrocchia di Palmiano. I detenuti cucineranno e mangeranno le loro specialità, nelle proprie camere.

La direttrice Eleonora Consoli


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