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Whirlpool, l’azienda denuncia
livelli produttivi bassissimi
Paura per Comunanza

ROMA - Oggi al Ministero i vertici della multinazionale hanno affermato che la produzione di lavatrici a Napoli è garantita fino a marzo e che ci sono criticità anche in altri stabilimenti. Sindacati preoccupati per le sorti dello stabilimento di Comunanza dove il 2019 si chiuderà con 550.000 pezzi contro 630.000 previsti. Prossimo incontro il 20 gennaio 2020

L’incontro di oggi al Mise

E’ passato quasi un mese dal dietrofront della Whirlpool sulla vendita dello stabilimento di Napoli. Oggi, 27 novembre, nel nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo economico, presieduto da Stefano Patuanelli, i vertici della multinazionale hanno comunicato a sindacalisti e capo del Dicastero che la produzione delle lavatrici nel sito campano è garantita al massimo fino a marzo prossimo, perché continua a non essere sostenibile. Hanno annunciato pesanti tagli nel quadro impiegatizio di Lombardia e Marche, ricordando che erano già previsti nel piano industriale 2019-2021 in ragione di una riduzione di costi nel settore ricerca e sviluppo.

Hanno affermato di registrare livelli produttivi bassissimi anche negli altri stabilimenti italiani. Impossibile non balzare sulla seggiola, da parte dei rappresentanti dei lavoratori piceno presenti, le Rsu Raffaele Bartomioli (Uilm), Paolo Marini e Gianni Lanciotti (Fiom), Fabio Capolongo e Orlano Corradetti (Ugl), con il segretario provinciale Fiom Alessandro Pompei e il coordinatore nazionale Ugl Francesco Armandi.

«Gli stabilimenti considerati più “fragili” dopo Napoli – ha spiegato Bartomioli anche a nome dei colleghi – da tempo sono Siena e Comunanza. La produzione, che nel piano aziendale nel 2019 doveva chiudersi con 630.000 pezzi, si chiuderà con 550.000, contro i 573.000 del 2018». Dopo un ottobre “buono” poiché senza giornate di fermo, a novembre sono stati fatti 5 giorni. «La prossima settimana – ha continuato il sindacalista – discuteremo dei fermi di dicembre. Che ci saranno». La preoccupazione a Comunanza quindi è ancora sopra il livello di allarme. «Fino a che non si risolverò la quesitone di Napoli – ha aggiunto Bartomioli  – non potremo stare tranquilli. Perché dopo Napoli, potrebbe toccare a noi».

Gianluca Ficco

Duro il commento di Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm: «Oggi Whirlpool non ha purtroppo dimostrato di aver davvero mutato il suo proposito di fondo, limitandosi a dichiarare una generica disponibilità al confronto. Ma noi non ci arrendiamo, cogliamo questa disponibilità al dialogo per rivendicare ancora una volta il rispetto degli accordi sottoscritti a salvaguardia di Napoli e degli altri stabilimenti italiani e per chiedere al Governo di varare finalmente provvedimenti in grado di influire sulla vertenza. Noi siamo convinti che l’Italia possa vincere la sfida nonostante la concorrenza per molti versi sleale di altre nazioni, ma deve essere messa in condizione di esprimere le proprie eccellenze, deve fare sistema e l’intervento pubblico non deve più essere demonizzato, come purtroppo accade da troppi anni». Patuanelli a conclusione della riunione ha dato appuntamento a tutti al 20 gennaio 2020. Nel frattempo ha tracciato un percorso di confronto con tavoli tecnici.

«Il Ministro – si legge nella nota della Uilm –  si è detto pronto a assumere tutte le decisioni utili a sostenere il piano industriale originario e a garantire la continuità produttiva di Napoli. Ma è sempre più evidente che occorrono anche nuovi leggi, poiché quelle attuali sono armi del tutto spuntate contro le delocalizzazioni».

m.n.g.

 


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