
L’autostazione a Tiburtina
La delocalizzazione della stazione dei pullman da Tiburtina ad Anagnina, capolinea della metro, paventata a fine ottobre 2018, pareva scongiurata. Aveva allarmato cittadini, associazioni e politici di tutte le Marche. Scendere ad Anagnina piuttosto che a Tiburtina avrebbe rappresentato per i viaggiatori marchigiani percorre un tragitto più lungo, anche di un’ora, per raggiungere i punti strategici di Roma. Da qui numerose forme di protesta. Nelle piazze, e nelle stanze dei bottoni della politica con mozioni, incontri e lettere.
A riaccendere le polemiche una delibera approvata in Giunta capitolina di inizio ottobre, per un progetto relativo ai lavori di adeguamento del parcheggio dell’autostazione per le linee e provinciali, nazionali ed internazionali presso il nodo Anagnina, per un importo di 625.000 euro. Nella delibara non si fa nessun cenno esplicito allo spostamento da Tiburtina, anche se ne sembrerebbe il preludio.
Oggi a parlare è il senatore Gianni Pittella: «Il trasferimento della stazione degli autobus da Tiburtina ad Anagnina voluto dal Comune di Roma sarà un flagello per migliaia di persone che ogni giorno arrivano da Sud, poiché la stazione di Anagnina è destinata proprio agli autobus provenienti dal meridione. Trovo sbagliata questa scelta, sopratutto tenendo conto del fatto che chi arriverà di notte – penso principalmente alle donne – non avrà la possibilità di usare la metro A per muoversi nella città. Chiedo ai parlamentari meridionali e ai politici regionali e comunali del Sud di far sentire la propria voce perché, davvero sarà disagevole per migliaia di persone essere ‘scaricati’ ad Anagnina, estrema e lontanissima periferia della città, nemmeno tra le più sicure».
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