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Cena di Acquasanta, la minoranza
presenta una mozione
Perini (Anpi): «Il sindaco
ha dato quattro versioni diverse»

ASCOLI - Il caso è destinato a tornare di nuovo in Consiglio comunale. Intanto il presidente dell'associazione nazionale partigiani attacca: «Non può permettersi di cenare per celebrare un evento funesto per la nostra Patria»

La cena di Acquasanta

Cena di Acquasanta, la minoranza consiliare torna ad incalzare il sindaco Marco Fioravanti trasformando in una mozione l’interrogazione già presentata e discussa nell’ultimo Consiglio comunale. E dal presidente dell’Anpi, Pietro Perini, arrivano nuove bordate. Ma andiamo con ordine iniziando dai capigruppo di opposizione (Ascolto&Partecipazione, Pd, Forza Popolare, Celani Sindaco, 5Stelle) che hanno presentato un nuovo atto chiedendo al sindaco di impegnarsi “a stigmatizzare, ulteriormente e in ogni circostanza, il significato nostalgico di tale evento che ha richiamato simboli e motti fascisti non compatibili con la nostra costituzione e costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento giudiziario che dovesse scaturire dalle indagini che risulterebbero essere state avviate”. E ancora “a riconoscersi e mettere in atto tutte le azioni affinché possa essere riconosciuta la storia recente della nostra città insignita a con la medaglia d’oro al valor militare per Attività Partigiana” ed infine “conferire la cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre”. 

Le accuse dell’Anpi. Sul caso della cena interviene duramente anche il presidente dell’Anpi, Pietro Perini sempre alla luce della risposta data dal sindaco in Consiglio comunale (leggi l’articolo). Si rivolge direttamente al sindaco: «Lei asserisce di essersi trovato ad Acquasanta -afferma Perini- in occasione della cena fascista celebrativa della marcia su Roma, esclusivamente per parlare di “terremoto ”

Pietro Perini

e di esservi giunto proveniente dalla Casa della Gioventù. Dovrebbe mettere un po’ d’ordine alle sue dichiarazioni e a quelle dei suoi amici di partito: il vice sindaco di Acquasanta disse, in una intervista rilasciata ad una emittente radiofonica nazionale che si trovava ad Acquasanta, di ritorno da Roma, per ritirare un cestino di castagne, disse che vi si fermò di ritorno dall’Umbria dove era stato per festeggiare la splendida performance della sua coalizione in quella Regione, a me disse, personalmente e davanti a testimoni, durante le celebrazioni del 2 Novembre al Cimitero cittadino, che si sentiva in dovere di porgermi delle scuse per quanto accaduto ma purtroppo era caduto in un “tranello” ! Quale delle quattro? Stiamo assistendo al gioco delle 4 carte!!! Le rispondo con le stesse parole che le dissi quel 2 Novembre al cimitero: io non la conosco, la prima volta che ci siamo visti è stato a Colle San Marco lo scorso 3 ottobre, non posso dire nulla su Marco Fioravanti cittadino di Ascoli Piceno e mai mi permetterei, ma posso dirLe tantissimo su Marco Fioravanti Sindaco di Ascoli Piceno: Lei è Sindaco di una città Medaglia d’oro per la Resistenza e rappresenta tutti noi cittadini, la prima cosa che ha dovuto fare dopo la Sua elezione è stata quella di giurare sulla nostra Costituzione antifascista, se oggi è Sindaco di una città lo deve al sacrificio di donne e uomini che diedero la propria vita perché anche lei potesse vivere in una Nazione Libera e Democratica. Non può permettersi di “cenare”-conclude Perini- proprio per la carica istituzionale che riveste, assieme ad un’accozzaglia di pseudo nostalgici del regime fascista che si apprestano a celebrare un evento funesto per la nostra Patria come la marcia su Roma. Quel 28 ottobre, ha significato l’inizio del periodo più orribile del nostro Paese. Lei non può essere il Sindaco della nostra Ascoli».

rp

Consiglio comunale, il sindaco risponde sulla cena fascista: «Io e la mia maggioranza distanti da nostalgie antidemocratiche»


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