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La Cassazione dissequestra
il Cristo attribuito a Michelangelo:
il Battistero è pronto ad accoglierlo

ROMA - I giudici della Suprema Corte hanno rimandato gli atti al Tribunale di Rimini che a luglio aveva deciso di confiscare la statuetta destinata ad essere esposto ad Ascoli

di Renato Pierantozzi

Nuovo colpo di scena nella vicenda giudiziaria (infinita…) della statuetta lignea attribuita a Michelangelo e raffigurante un Cristo Morto. I giudice della Corte di Cassazione di Roma hanno infatti accolto il ricorso (leggi l’articolo) presentato dall’avvocato ascolano Francesco Ciabattoni dopo il sequestro dell’opera deciso lo scorso luglio dal gip di Rimini, Benedetta Vitolo (leggi l’articolo) su istanza della Procura.

Il caso torna ora al Tribunale di Rimini anche se si tratta già di una vittoria per il legale ascolano che cura gli interessi del proprietario della statuetta, Angelo Boccardelli.«Aspettiamo le motivazioni», si limita a dire Ciabattoni anche se il pronunciamento dei giudici ora potrebbe riaprire il percorso che si era bruscamente interrotto. Anche perchè in caso di pronunciamento contrario non ci sarebbero state tante altre chance visto che la Cassazione è l’ultimo grado di giudizio della giustizia italiana.

A luglio, invece, l’intricata vicenda del Cristo sembrava essere finita con l’opera destinata ad uscire dai caveau di San Marino, dove tuttora si trova, per poter essere esposta al Battistero di Piazza Arringo come era stato annunciato dallo stesso vescovo Giovanni D’Ercole (leggi l’articolo).

C’era stato anche una sorta di accordo internazionale tra Italia e San Marino per l’estradizione in territorio italiano prima del sequestro richiesto richiesto ed ottenuto dalla magistrature riminese secondo cui l’opera doveva tornare in possesso dello Stato Italiano. Si attendono ora le motivazione della sentenza dei giudici della Cassazione per le prossime puntate di questo giallo internazionale sempre più intricato.

Cristo di Michelangelo sequestrato, Ciabattoni fa ricorso in Cassazione

Il giudice sequestra il Cristo di Michelangelo destinato al Battistero


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