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Federica Angeli in mezzo
agli studenti in una giornata
all’insegna della legalità

ASCOLI - La giornalista di "Repubblica", che vive sotto scorta da oltre sei anni per le inchieste sulla mafia romana, ha parlato con i ragazzi, gli insegnanti e il dirigente Enrico Piasini dell'Istituto comprensivo Papa Giovanni XXIII di Spinetoli. A salutarla anche Umberto Monti, procuratore capo della Repubblica

Federica Angeli, seconda da destra, nella libreria del centro commerciale. Il terzo da sinistra è il procuratore capo Umberto Monti (Foto Simone Corradetti)

di Simone Corradetti
Giornata all’insegna della legalità, per gli studenti dell’Istituto comprensivo Papa Giovanni XXIII di Spinetoli. I ragazzi delle classi terze, hanno incontrato ad Ascoli, al centro commerciale “Città delle Stelle”, la giornalista di “Repubblica” Federica Angeli, che si è sempre occupata di cronaca, in particolare della malavita romana, realizzando numerose inchieste sui clan Spada, Fasciani e Triassi. A Ostia, dove lei vive da sempre, fu oggetto di pesanti minacce e vessazioni che da sei anni e mezzo la costringono a vivere sotto scorta. In quel periodo, mentre realizzava un servizio accompagnata da due cameramen, subì un tentativo di sequestro in uno stabilimento. E successivamente assistè, nel cuore della notte, a una sparatoria tra clan rivali. Non esitò a denunciare tutto pubblicamente e all’autorità giudiziaria. Da quel giorno venne messa sotto protezione.

Con Claudia Gerini (a sinistra) durante la presentazione del film “A mano disarmata”

L’incontro è stato fortemente voluto da Enrico Piasini, dirigente scolastico dell’Isc spinetolese, ed ha visto la partecipazione anche del procuratore capo della Repubblica di Ascoli, Umberto Monti. «Entusiasmo, forza e coraggio – ha detto Monti – sono i principali fattori per la lotta alla criminalità, e l’educazione alla legalità. Tanti giornalisti – conclude – hanno perso la vita, perché lasciati soli dalle istituzioni, e poi uccisi dalla mafia». Gli studenti, hanno seguito la proiezione del film “A mano disarmata” interpretato da Claudia Gerini, e  hanno letto insieme agli insegnanti alcuni passaggi dell’omonimo libro. Ora nelle librerie, è uscito un nuovo inedito dal titolo “Il gioco di Lollo”, dove la Angeli, spiega come ha raccontato la triste vicenda ai tre figli minori.

«La mafia – ha detto la giornalista – non è soltanto un fenomeno del sud, ma anche su questo territorio ci sono delle famiglie che portano gli stessi cognomi, o parentele con i clan che ho combattuto a Ostia. Per questo motivo, nessun cittadino può sentirsi esente da questo fenomeno. Ai giovani, dobbiamo dare delle piccole nozioni su come non abbassare mai la testa nei confronti delle mafie, abbattendo i muri dell’omertà. In certe scoraggianti circostanze – ha aggiunto – ho potuto pensare di mollare tutto, ma non l’ho fatto, e ci sono stati degli ottimi risultati giudiziari, che hanno confermato in Cassazione, per i Fasciani, l’esistenza della mafia romana, per la prima volta nella storia della Capitale, e nel primo grado di giudizio per il clan Spada, per quanto riguarda la contestazione dell’associazione mafiosa, l’articolo 416 bis del codice penale, ma soprattutto per la risposta ottenuta dall’opinione pubblica. Prima – ha concluso la Angeli – mi sentivo isolata nel mio quartiere, ma pian piano le persone per bene, hanno iniziato a prendere coraggio, ed è una grande vittoria per la legalità. Aspettiamo gli altri gradi di giudizio».

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