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Con trapano o scalpello danneggia la fonte battesimale nella chiesa di San Pietro Martire

ASCOLI - La scultura di Giuliano Giuliani si trova nella cappella della Sacra Spina. Lo sfregiatore ha dovuto "lavorare" a lungo. Tante scalfiture sia nella parte superiore che in quella laterale. Offesa alla Chiesa o un dispetto all'autore della scultura?

La fonte battesimale danneggiata a San Pietro Martire

di Franco De Marco

La cronaca, si sa, supera sovente la più fervida fantasia. Ma che ci potesse essere una persona capace di entrare nella chiesa di San Pietro Martire, penetrare all’interno della Cappella della Sacra Spina e qui mettersi all’opera per danneggiare la superba fonte battesimale in travertino e piombo, realizzata dallo scultore ascolano Giuliano Giuliani, è davvero incredibile. Eppure è accaduto. Un episodio misterioso che tuttavia deve far riflettere, in generale, sull’opportunità di una più continua sorveglianza all’interno delle monumentali chiese ascolane che custodiscono preziose opere d’arte.

Il caso della chiesa di San Pietro Martire è sconcertante oltre ogni misura. La fonte battesimale, opera realizzata nel 2008 da un grande blocco di travertino completamente svuotato alla maniera di Giuliano Giuliani, è stata danneggiata sia sella parte superiore sia ai lati. Il folle ha usato, presumibilmente, un piccolo trapano a batteria oppure scalpello e martello. Ha provocato tante “ferite” e piccole scalfiture nella pietra. A prima vista, all’ignaro osservatore, il danno potrebbe anche non risaltare. Ma avvicinandosi si vede bene.

Episodio misterioso. Forse, addirittura, l’autore ha avuto bisogno di più “interventi” viste le numerose scalfiture. Purtroppo nessuno si è accorto di nulla. E’ vero che nella monumentale chiesa gotica non esiste una vigilanza continua e totale (con o senza telecamere) ma non mancano durante il giorno le presenze di fedeli, visitatori e parroco. Lo sfregiatore ha potuto agire in maniera indisturbata per lungo tempo. La Cappella della Sacra Spina è protetta da un cancello sempre chiuso a chiave, che viene aperto solo in occasione delle visite. Lo sfregiatore probabilmente ha tolto il fermo sull’anta sinistra del cancello.

Chi è stato? E soprattutto perché l’ha fatto? Qui ci vuole ancora molta fantasia per fare ipotesi. Non sembra uno sfregio prettamente sacrilego, perché allora l’autore avrebbe potuto rivolgere le sue “attenzioni” ad altre immagini sacre più significative. C’è l’ipotesi che abbia voluto fare uno “sgarbo” all’opera di Giuliani. Resta il mistero. Impensabile rintracciare lo sfregiatore. La speranza è che non venga colto da altri raptus.


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