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Istituti scolastici e post terremoto
Il sollecito del Comitato scuole sicure
«Si istituisca un tavolo di confronto»

ASCOLI - Il presidente Enrico Gaspari rilancia la necessità della messa in sicurezza dei plessi: «Siamo in prima fila per dare voce a 20.000 studenti inermi, ai loro genitori giustamente impauriti e al personale scolastico tutto, ancora costretto in strutture inadeguate. Attendiamo data e ora dell'appuntamento con i referenti istituzionali»

La scuola media “Massimo D’Azeglio” (Foto Andrea Vagnoni)

«Tre anni. Anzi tre anni e tre mesi, per vedere il risveglio di forze politiche e dirigenti delle scuole cittadine sulla questione sicurezza delle scuole». Dopo la pubblicazione della delibera di giunta di presa d’atto della proposta di Partenariato pubblico privato e del progetto integrale di project financing da parte di Cronache Picene, il Comitato spontaneo scuole sicure onlus interviene con un duro comunicato stampa attraverso il quale chiede «ancora una volta un tavolo di informazione e confronto». «Noi ci siamo – scrive il presidente del Comitato, Enrico Gaspari – e siamo in prima fila per dare voce a 20.000 studenti inermi, ai loro genitori giustamente impauriti e al personale scolastico tutto, ancora costretto in strutture inadeguate. Attendiamo data e ora dell’appuntamento con i referenti istituzionali».

«Tanto abbiamo dovuto aspettare – continua la nota del Comitato – perché iniziasse a venire a galla quella verità che noi abbiamo urlato ai quattro venti da subito affinché si ponesse rimedio. Ora, dopo un generale ed improvviso risveglio di forze politiche, amministratori e dirigenti, si torna a parlare del project financing e lo si fa con toni e argomenti arraffazzonati, tendenti a far intendere che in realtà era una ottima occasione persa ed ora non si sa come risolvere una situazione impossibile da gestire per il Comune».

Il presidente del Comitato scuole sicure, Enrico Gaspari

DUE PUNTI EVIDENZIATI DAL COMITATO

«1) A dicembre 2018 – evidenzia Gaspari – era già stato elaborato un piano per le scuole, senza che la nostra associazione, che più volte aveva chiesto con pieno diritto lumi, e dirigenti (insomma tutti gli interessati) fossero stati minimamente coinvolti e informati (noi rappresentiamo la parte in causa più grande: utenza e lavoratori). 2. Le scuole sono state danneggiate dal sisma 2016 tanto che alla regione sono arrivate evidenze tali da mettere a disposizione 37 milioni di euro, già, senza che siano stati ancora presentati i progetti operativi. Quindi – aggiunge il presidente del Comitato – avevamo ragione a non credere a chi ci diceva che eravamo noi gli allarmisti. Prima non era vero quello che dicevamo e non sono state attivate le misure che avrebbero consentito di mettere da subito tutti in sicurezza. Ora si grida tutti all’emergenza, come se ci fosse stato un segnale e la regia avesse previsto di creare allarme proprio in questo momento».

La media Cantalamessa di Campo Parignano

«A NOI NON INTERESSA CHI COSTRUISCE LE SCUOLE, MA SOLTANTO COME E QUANDO»

«Sia chiaro – prosegue la nota – al Comitato non interessa chi costruisce le scuole le scuole ma soltanto come e quando. Come cittadini invece ci interessa e preoccupa anche come vengono spesi e a chi vanno i nostri soldi, ma questa è un’altra storia. L’urgenza c’è, ma è la stessa del 2016, anzi, la stessa del 2003, anno in cui si sono stabiliti i primi criteri oggettivi e gli obblighi di legge per valutare la vulnerabilità sismica delle scuole, dopo la terribile tragedia di San Giuliano. Allora perché solo adesso viene evidenziata da chi se ne sarebbe dovuto preoccupare fin dall’inizio, oltre noi? Rimangono forti dubbi e innumerevoli perplessità – chiosa Gaspari – di soldi ce ne sono sempre stati per questo scopo, solo che adesso ce ne sono molti, molti di più a causa del recente terremoto».

 


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