Quantcast
facebook rss

«Maltrattata da mio marito
perché voleva un figlio maschio»

ASCOLI - Il caso dell'indiano violento di Comunanza finito in carcere nell'agosto del 2018 a seguito dell'ennesimo litigio con la moglie "rea" di non avergli dato l'erede desiderato. In aula il racconto della donna
...

La caserma dei Carabinieri di Comunanza

Insulti, minacce, botte e aggressioni per aver dato alla luce una femmina anziché un maschio. E’ l’ incredibile odissea che ha raccontato questa mattina in Tribunale, di fronte al giudice Claudia Di Valerio, una donna indiana residente a Comunanza assistita dagli avvocati Laura Tesei e Emiliano Carnevali. L’incubo, iniziato nel 2006, è finito nell’agosto del 2018, grazie anche al coraggio della figlioletta che ha avvertito le forze dell’ordine nel momento in cui il padre, difeso dagli avvocati Umberto Gramenzi e Silvia Morganti, stava minacciando lei e la mamma con un paio di forbici (leggi l’articolo) nel corso dell’ennesima lite.

Una vicenda che avuto forti ripercussioni anche “sociali” su tutti i protagonisti, vittime e non. L’uomo, infatti, finì in carcere e per assistere le due donne si mobilitò tutta la comunità comunanzese a partire dagli assistenti sociali del Comune e tanti semplici cittadini. Dopo la scarcerazione, al marito violento gli fu notificato il divieto di avvicinarsi all’abitazione di famiglia finendo a vivere in auto (leggi l’articolo). L’udienza è stata aggiornata al prossimo 24 febbraio quando è in programma la discussione finale e la sentenza.

rp


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X