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Tuffo indietro di 60 anni
grazie al film “I Delfini”
e al Caffè Meletti

ASCOLI - La prima delle due giornate dedicate alla celebrazione dello storico anniversario. Ospite d'onore il regista Citto Maselli, 90 anni. Con lui, prima al cineteatro Piceno e poi alla cena-evento, il collega ascolano Giuseppe Piccioni

Citto Maselli protagonista stasera al Caffè Meletti

foto di Andrea Vagnoni

Serata di cinema e di grande commozione per il sessantesimo anniversario del film cult “I Delfini” del grande regista Francesco “Citto” Maselli che venne girato ad Ascoli nel 1960 con molte scene che vedono protagonisti gli interpreti e le comparse all’interno del Caffè Meletti.. Alla proiezione della pellicola digitalizzata (di proprietà dello stesso Meletti) oggi pomeriggio al cineteatro Piceno di Ascoli, in una sala gremita come raramente avviene.

Un film molto bello da vedere, affresco indelebile della provincia borghese italiana di un tempo. Occhi lucidi per gli anziani, nel vedere magari le auto sfrecciare davanti al Caffè Meletti (è sempre quello) e curiosità tra i più giovani nel vedere la città e la sua anima che fu. Una valanga di affettuosi applausi, naturalmente, per Citto Maselli che, in carrozzina, è salito sul palcoscenico accanto al regista ascolano Giuseppe Piccioni e al critico cinematografico Enrico Magrelli. Ha detto poche parole e ha confessato la sua emozione per questo secondo ritorno ad Ascoli (il primo avvenne nel 1997). E’ stato il gioralista Filippo Ferretti, in veste di presentatore, a ricordare come il regista scoprì Ascoli. Era in viaggio, arrivò la neve e si fermò all’Hotel Jolly. Rimase folgorato dalla città e la prese a simbolo della provincia italiana, dominata dalla borghesia indolente, dalla quale i giovani volevano tutti andar via, ma nello stesso tempo avevano timore di lasciarla.

Oltre a Piccioni e Magrelli, che hanno raccontato il significato del film, hanno preso la parola Francesca Petrini, presidente della Fondazione Marche Cultura, e Anna Olivucci responsabile di Marche Film Commission. Tutti d’accordo nel dire che “Ascoli è un set cinematografico naturale”. Tanto che ci sono tre film che, a distanza di tanti anni l’uno dall’altro, hanno raccontato la città nel suo cambiamento: Dopo “I Delfini” del 1960 ricordiamo “Alfredo Alfredo” di Pietro Germi con Dustin Hoffman nel 1972 e “Il grande Blek” di Giuseppe Piccioni con Sergio Rubini nel 1987.

La seconda parte di questa prima delle due giornate volute e organizzate dal Caffè Meletti (con in testa il direttore Valter Di Felice che ha coordinato il suo nutrito staff di collaboratori) per celebrare lo storico anniversario, si è svolta negli storici locali di Piazza del Popolo. E’ proprio lì, infatti, che è in corso la cena-evento “A tu per tu con il regista: Giuseppe Piccioni ed Enrico Magrelli conversano con Citto Maselli”. Una serata di festa e amarcord in cui vengono proiettati spezzoni del film e anche un inedito video del backstage dell’epoca, messo a disposizione da Alessandro Michelangeli Prosperi e girato da suo padre Vincenzo. Ad alcuni dei presenti, scelti sessant’anni fa come comparse dalla troupe di Maselli, il racconto delle emozioni vissute. Cena-evento che verrà ricordata anche per il conferimento del Premio “Caffè Meletti Prestige”. E’ la prima edizione, e ad aprire l’albo d’oro è proprio Citto Maselli: a lui il piatto di ceramica realizzato da Barbara Petrelli.

Ma non è finita. Sabato 14 dicembre, alle ore 9,30 c’è una visita guidata su “I luoghi dei film ad Ascoli Piceno” a cura dell’Associazione guide turistiche “Marche V Regio” (con Valeria Nicu e Valentina Carradori)  mentre, in contemporanea, il film sarà di nuovo proiettato al Piceno, stavolta agli studenti delle scuole superiori di Ascoli, presenti Maselli e Piccioni che subito tornano al Meletti per partecipare a una conferenza stampa. Poi i saluti.


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