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“Il mio campo libero”,
al Marino la sfida Samb-detenuti

ASCOLI - Altro appuntamento con il progetto del Centro Sportivo Italiano. Il Club rossoblù presente con il dg Cincirpini, il team manager Schiavi, capitan Rapisarda e altri giocatori
foto e testo di Simone Corradetti
Il campo da calcio della Casa circondariale di Marino del Tronto sembra un luogo dove il tempo si sia fermato. E, come da bambini, tutto diventa più bello ed entusiasmante. I detenuti hanno infattii avuto la possibilità di intraprendere questo percorso di rieducazione e riabilitazione motoria, sono degli esseri umani come gli altri, pur avendo commesso degli errori nella vita.
Nell’ultimo match, la squadra dei detenuti, ha battuto per 5 -3 la Sambenedettese, che ha fatto visita nella struttura, portando sorrisi e solidarietà, con la donazione di palloni e magliette ufficiali.
Per la Samb, hanno partecipato all’evento: Walter Cinciripini (direttore generale), Italo Schiavi (team manager), Gianluca Dottori (dirigente) i calciatori Marco Minnucci, Granero Ferro, Matteo Bianchini, Davide Di Paquale, Federico Angiulli e il capitano Francesco Rapisarda. Durante la partita, i calciatori della Samb hanno scherzato portamdo allegria e simpatia e strappando un sorriso ai detenuti.
Ha dunque fatto di nuovo centro il progetto del Centro Sportivo Italiano (Csi) di Ascoli, “Il mio campo libero”, che ha lo scopo di promuovere l’attività fisica in un luogo dove si è privati della libertà personale. Una libertà preziosa, che spesso si dà per scontata, ma soltanto dopo essere entrati in un carcere, ci si rende conto della sua importanza. Grande la soddisfazione espressa dal Csi di Ascoli con il suo presidente Antonio Benigni, dal direttore tecnico Alessandro Bianchini e dal preparatore atletico della squadra di… casa Valentino D’Isidoro.
«Allenando questi ragazzi – ha detto D’Isidoro – ci si rende conto di quanto sia importante l’impegno nel sociale, aiutando persone che vogliono cambiare vita, una volta fuori dall’istituto. La Sambenedettese Calcio – ha aggiunto – ha dimostrato grande senso di respondabilità e solidarietà attiva, coinvolgendo davvero tutti. Ringrazio per la collaborazione e la sensibilità dimostrata la direttrice del penitenziario Eleonora Consoli e le dottoresse Maria Sparvieri e Cristina Sabatini».

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