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Sanità, l’Emergenza
Servizi di base e telemedicina:
le aree interne si curano così

COMUNANZA - Questi i temi principali affrontato nell'incontro organizzato dal Pd. Per Luciano Agostini, responsabile del settore per il partito regionale, tutti i cittadini hanno diritto allo stesso livello di assistenza. Telemedicina la soluzione per spopolamento e innalzamento dell’età degli utenti. Il caso del medico di Arquata che si è dotato di infermieri e tecnici. L'appello del sindaco Cesaroni

L’incontro del Pd a Comunanza

di Maria Nerina Galiè

Nelle aree interne del Piceno caratterizzate da spopolamento e innalzamento dell’età dei cittadini, parlare dei problemi della sanità e della necessità di riorganizzare i sevizi è ancora più impellente. E’ stato questo al centro dell’incontro che si è tenuto mercoledì 18 dicembre a Comunanza, organizzato dal Partito Democratico. A moderare Sara Calisti responsabile organizzativa provinciale del partito e Alberto Antognozzi, coordinatore dei circoli montani. La mancanza di personale sanitario è stata la criticità evidenziata da Cesare Milani, direttore dell’Area Vasta 5, reduce del pomeriggio ricco di inaugurazioni sia all’ospedale “Mazzoni” di Ascoli che al “Madonna del Soccorso” di San Benedetto, ma anche al centro della polemica scatenata dalla sua partecipazione al dibattito.

Il capo di Av5 ha sottolineato che l’ospedale unico, evitando duplicati di specialisti, colmerebbe i vuoi. Ed inoltre permetterebbe, in una struttura idonea come non sono gli attuali presidi, l’inserimento di tutti i macchinari necessari alla realizzazione di un vero centro di eccellenza, in grado di far fronte alle emergenze, urgenze e gestire le acuzie. Anna Casini, vice presidente della Regione Marche, in merito alla contestazione riguardante Milani ha voluto precisare che un tema di tale rilevanza sociale e territoriale, qual è la sanità, non deve avere connotazioni politiche, bensì avvalersi delle persone più competenti del settore. Era stato lo stesso direttore di Area Vasta a dire alla vigilia dell’appuntamento: «Sono stato invitato come tecnico e l’argomento mi interessa anche come residente».

Nelle zone montane, è questo l’altro nodo venuto al pettine nella serata in questione, devono essere garantite l’emergenza (è stata ricordata l’ormai prossima base di atterraggio per eliambulanza a Comunanza) e l’assistenza di base. Da qui la testimonianza portata da Italo Paolini, medico di Arquata del Tronto, che si è dotato di personale infermieristico e tecnici per far fronte a patologie che si possono curare in loco, evitando agli anziani scomodi spostamenti e lunghe attese al pronto soccorso. La telemedicina, sulla quale l’Asur intende investire come ha detto Martina Orlandi responsabile del progetto, darà la possibilità di effettuare piccoli ma risolutivi esami come l’elettrocardiogramma da inviare al centro medico di riferimento.

Su questo punto è intervenuto Alvaro Cesaroni, sindaco di Comunanza presente in sala come pure Augusto Curti di Force e Antonio Del Duca di Montedinove. Cesaroni ha espresso perplessità sul fatto di dare ulteriori incombenze ai medici di base, già sovraccarichi di impegni a causa di una legge che impone loro una dotazione di assistiti pari a 1.500 persone. Ha auspicato che a livello centrale di cambino le regole almeno per le zone più disagiate.  Luciano Agostini, intervenuto come responsabile del settore sanità del pd regionale (c’era anche Manuela Marcucci per la federazione di Ascoli), ha ricordato, appellandosi alla costituzione, che è fondamentale lavorare avendo chiaro il concetto che tutti i cittadini hanno diritto allo stesso livello di assistenza sanitaria e che l’ospedale unico meriterebbe la coesione degli esponenti del territorio, invece è atteso solo dai primi cittadini dei Comuni periferici, mentre ad osteggiarlo sono solo i sindaci dei maggiori centri.


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