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Bufera Cinque Stelle
dopo le dimissioni di Fioramonti:
Cataldi e Silvestri chiariranno sabato
Fede: «Io nel Movimento
ci resterò a lungo»

ASCOLI - Dopo le indiscrezioni sulla stampa nazionale di una fuoriuscita dal M5S dei due parlamentari ascolani per confluire in una formazione politica in appoggio al premier Conte, che starebbe creando l’ex ministro dell’Istruzione, Cataldi e Silvestri hanno lasciato trapelare solo l’intenzione di chiarire le cose il 28 dicembre. Mentre il senatore pentastellato rilancia la sua appartenenza: «Il Movimento è l’unica forza politica che può cambiare le cose in Italia»

Roberto Cataldi e Rachele Silvestri

di Adriano Cespi

Nato tra le polemiche, il governo Conte bis, da settembre ad oggi, non ha avuto un momento di pace. Con punte estreme di dissidi interni raggiunte attorno al Mes (Meccanismo europeo di stabilità), meglio conosciuto come Fondo salva-Stati, ed alla legge di Bilancio, approvata la notte tra il 23 ed il 24 dicembre, dopo settimane di fibrillazioni in maggioranza. E sfociate, oggi, con le dimissioni del ministro all’Istruzione Lorenzo Fioramonti («pochi fondi per la scuola», la sua motivazione) che, probabilmente, le sorprese sono sempre dietro l’angolo in politica, sarà sostituito dal presidente della commissione antimafia, Nicola Morra.

L’ex ministro all’Istruzione Lorenzo Fioramonti

Dimissioni quelle di Fioramonti che potrebbero, addirittura, aprire scenari politici imprevedibili. Come la creazione alla Camera dei Deputati ed al Senato di un gruppo alternativo al M5S, creato proprio dall’ex ministro, e forte di una trentina di deputati e senatori che uscirebbero dal Movimento per confluire, appunto, in questa nuova formazione politica vicina al premier Conte.

SABATO CATALDI E SILVESTRI CHIARIRANNO LA LORO POSIZIONE

E tra questi, secondo indiscrezioni riportate dai media nazionali, ci sarebbero anche i parlamentari ascolani, Roberto Cataldi e Rachele Silvestri, da sempre critici per la gestione del dopo terremoto nell’area del Piceno, soprattutto per la poca snellezza delle norme burocratiche che, di fatto, rallenterebbero, se non addirittura impedirebbero, la partenza dei lavori di ricostruzione. E anche per la nomina a commissario straordinario di Governo per la ricostruzione, del geologo Piero Farabollini, ritenuto troppo vicino all’onorevole maceratese della Lega, Tullio Patassini. Cataldi e Silvestri, irraggiungibili per tutta la giornata, hanno lasciato trapelare, attraverso fonti vicine, solo l’intenzione di chiarire la loro posizione con una conferenza stampa che dovrebbe tenersi sabato 28 dicembre. Dunque, nessuna smentita e nessuna conferma rispetto a quanto riportato dalla stampa nazionale.

Giorgio Fede

FEDE: «IO SONO DEL M5S E LI’ RESTO PERCHE’ E’ L’UNICA FORZA POLITICA CHE, DOPO 20 ANNI DI NULLA, PUO’ CAMBIARE LE COSE IN ITALIA»

Ma se i due politici ascolani si sono chiusi nel più stretto riserbo, a parlare, invece, è il senatore sambenedettese del M5S, Giorgio Fede. «Delle cose che non conosco sono solito non parlare – commenta Fede -. Per quanto mi riguarda, invece, io sono del M5S e nel Movimento ci resterò a lungo perché credo fortemente che sia l’unica formazione politica che possa davvero cambiare le cose in Italia. Non credo che partiti come Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, che hanno governato per oltre dieci anni senza fare nulla, oppure il Pd, possano risolvere i problemi del Paese. Partiti, tra l’altro, nati dalle ceneri della Democrazia Cristiana o del Partito Socialista. E non credo nemmeno che criticità talmente gravi come quelle dell’Istruzione, della ricerca, dell’edilizia scolastica, possano essere rimosse in appena tre mesi di governo. Incomprensibile, quindi, questa decisione del ministro Fioramonti di dimettersi. Come si può pensare di incidere in qualcosa defilandosi da ruoli chiave come quelli di governo! Non capisco. Se poi era convinto di cambiare il mondo in 120 giorni allora è un altro discorso. Io sono solito andare avanti nella logica del buon padre di famiglia: gestire al meglio quello che si ha lavorando sodo per migliorare e modificare quelle cose che non funzionano». Fede, quindi, conclude con un’informazione: «Io, intanto, così come mi ero impegnato con i cittadini Piceni – chiosa il pentastellato -, ho restituito allo Stato la metà dello stipendio da parlamentare percepito finora. E fino all’ultimo centesimo. Soldi che, insieme a quelli di altri colleghi del M5S, sono serviti, ad esempio, a finanziare dei centri di aggregazione nelle zone terremotate, o alcuni interventi nelle scuole. Domandate ai parlamentari degli altri partiti: dalla Lega a Fratelli d’Italia, da Forza Italia al Pd se hanno fatto altrettanto».


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