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«Salvate Sant’Angelo Magno»
I “custodi” della Piazzarola non mollano:
raccolte oltre 500 firme

ASCOLI - Il complesso che ospita la splendida chiesa è chiuso da tre anni a causa del terremoto. Ma gli anziani della Piazzarola non ci stanno, capitanati da Domenica Luciani, 89 anni: «Vogliamo tenere alta l'attenzione su un monumento che fa parte della nostra storia». L'incontro col vescovo D'Ercole e col sindaco Fioravanti

La signora Luciana davanti all’ingresso di Sant’Angelo Magno

di Luca Capponi 

Obiettivo numero uno: tenere alta l’attenzione su Sant’Angelo Magno, uno dei luoghi più antichi della città. Obiettivo numero due: farlo raccogliendo più firme possibili, siamo a oltre 500, grazie al passaparola, all’impegno e, perchè no, alla positiva cocciutaggine di chi a questo monumento è legato in maniera indissolubile. Sono gli anziani del quartiere Piazzarola i primi a non mollare. A dispetto dell’età si fanno in quattro, capitanati dall’infaticabile Domenica Luciani, per tutti Luciana, 89 primavere e uno spirito indomabile.

Parte della cuspide di Sant’Angelo Magno abbandonata in giardino

«La chiesa di Sant’Angelo Magno è un pezzo di storia del nostro quartiere, la Piazzarola, e di tutta la città -racconta Luciana-. Vederla così, oggi, chiusa ancora a tre anni dal terremoto, col rischio che la situazione peggiori, fa male. Ricordo quando lì dentro si tenevano concerti e iniziative, seppure poco valorizzata era un punto di riferimento per noi e un luogo imprescindibile per i turisti».
Dopo le scosse del 2016, il magnifico complesso (di proprietà del Comune), che ospitava anche la sede del sestiere della Piazzarola, è chiuso per inagibilità. Parte della cuspide di cui è stato “amputato”, giace abbandonata in un giardino dell’università (qui l’articolo). I lavori di ripristino si aggirerebbero intorno a 1.200.000 euro.

L’interno della chiesa

«Si potrebbe fare un bando rivolto a enti, banche o istituti per vedere se sono interessati loro ai lavori -continua Luciana-. Ne ho parlato anche col sindaco Fioravanti che si è mostrato gentile e disponibile e ha promesso impegno, noi di sicuro continueremo a farci sentire. Raccogliere le firme è un modo per mantenere vivo l’interesse, sappiamo bene che l’anno scorso il Fai ne raccolse, anche grazie al nostro aiuto, quasi 5.000, ma non vorremmo tutto finisse nel dimenticatoio».
Luciana, ex consigliere di circoscrizione, sposata con Guido Antonelli da 70 anni, non ha certo intenzione di abbassare la guardia; scrive lettere, all’occorrenza si fa aiutare per inviare mail, distribuisce fogli e avvisi, porta la raccolta firme nei negozi del centro durante i “giri” per fare la spesa, aiuta ad organizzare le feste di quartiere, è andata a parlare anche col vescovo D’Ercole. Insomma, un rullo compressore. E’ anche grazie a persone come lei che la Piazzarola, tra tante difficoltà legate (non solo) al post sisma, resta una delle zona più suggestive delle cento torri.

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