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Arquata e la speranza,
il crocifisso ligneo torna a casa

IL PROGETTO voluto dalle associazioni Arquata Potest e Arquata Futura punta a far tornare nel territorio il patrimonio artistico-culturale dislocato altrove a causa del sisma. Il manufatto dedicato al patrono Santissimo Salvatore è il più antico delle Marche

Il crocifisso è tornato a casa

Il crocifisso ligneo più antico delle Marche è tornato a casa. In una comunità colpita a freddo dalla notizia più brutta con cui iniziare il nuovo anno, vale a dire la tragica scomparsa del giovane Valerio Amatizi, 26enne originario proprio di Arquata, c’è anche un motivo per sperare.

Le operazioni di trasporto

Grazie alla spinta delle associazioni Arquata Potest e Arquata Futura, infatti, il crocifisso del XIII secolo dedicato al patrono, il Santissimo Salvatore. E’ il primo risultato del progetto condiviso delle due associazioni, che ha l’obiettivo di far tornare nel territorio arquatano il patrimonio artistico – culturale attualmente dislocato altrove, a causa del sisma del 24 agosto 2016. Questo ritorno, realizzato grazie all’importante supporto della Parrocchia di Arquata e della Diocesi di Ascoli, si è voluto festeggiare all’alba del nuovo anno. Una data e un’opera non casuali, con un messaggio ben chiaro, d’intenti e insieme di speranza: questo è solo l’inizio.
Il 2020 comincia dunque col ritorno, presso la Chiesa dell’area Sae di Borgo 1, di un’opera che per la comunità rappresenta un elemento di identità, un simbolo dall’eccezionale valore anche affettivo e religioso. Il prezioso manufatto ha infatti accompagnato per oltre 600 anni la storia del paese, condividendone la sorte dei suoi abitanti, fino all’abbandono forzato della terra d’appartenenza e della propria dimora, la chiesa della SS. Annunziata.

Il crocifisso era stato ospitato fino a ieri nella Cattedrale di Ascoli, dove rimane ancora in attesa, invece, la Sindone, proveniente anch’essa dalla Chiesa di San Francesco di Borgo.
E’ il risultato della sinergia tra le Associazioni, nata dalla proposta di Arquata Potest ed immediatamente raccolta da Arquata Futura, la quale ha finanziato quasi l’80% delle spese per gli impianti di sicurezza della chiesa, necessarie  per il rientro di un’opera di tale valore. Sinergia che ha trovato ulteriormente forza nel fondamentale supporto del parroco don Nazzareno Gaspari e del vescovo Giovanni D’Ercole, che hanno seguito tutto l’iter procedurale formale, oltre che finanziare l’allarme nelle stanze private delle suore, adiacenti alla chiesa.

 

 


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