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Lo straziante addio a Valerio Amatizi,
«Il nostro Angelo barbuto»

ARQUATA - Grande commozione per il funerale prima del 26enne morto la notte di Capodanno, poi quello di Nello Gattoni, storico vigile urbano. Il giovane è stato salutato da centinaia di persone e tante autorità civili e religiose dell’intera provincia. Presenti anche Vigili del fuoco e Protezione Civile. Don Nazareno: «In Valerio ha prevalso il senso del bene comune»

L’uscita della bara dalla chiesa

Un comunità prostrata dal dolore quella di Arquata del Tronto che oggi, venerdì 3 gennaio, ha dovuto salutare per l’ultima volta prima Valerio Amatizi, il 26enne morto la notte di Capodanno, e poi Nello Gattoni lo storico vigile urbano. Due funerali celebrati nella stessa piccla chiesa di Borgo, a distanza di qualche ora. Un paese che, nonostante conosca lo strazio dopo il 24 agosto 2016, con le sue 51 vittime, fa fatica ad accettare la prematura scomparsa del giovane, che tra i primi a scavare sotto le macerie dopo il sisma, ed ha dovuto piangere un solerte rappresentante delle forze dell’ordine che, sebbene in pensione all’epoca del terremoto, è sceso in campo per mettere a disposizione tutta la sua esperienza.

Diverse centinaia di persone non hanno voluto lasciare da soli gli arquatani, a partire dal sindaco Aleandro Petrucci che per l’occasione ha istituito oggi il lutto cittadino, né i familiari di Valerio, a meno di un anno dalla scomparsa del padre, e di Nello. Nella piccola chiesa di Borgo c’erano rappresentanti dei Vigili del fuoco e della Protezione civile, nella quale militava Valerio, alle cui esequie hanno partecipato anche il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, il vicario della Diocesi di Ascoli don Emidio Rossi che ha letto un messaggio di cordoglio del vescovo Giovanni D’Ercole, e dal preside Sergio Spurio accompagnato da colleghi e piccoli studenti della scuola elementare di Venarotta, dove insegna la mamma di Valerio.

Per Nello, oltre all’Amministrazione comunale, c’era anche un commosso Sergio Fabiani, presidente della Provincia di Ascoli e amico personale dell’ex vigile urbano. Il primo ha lasciato la mamma Egizia, il fratello Matteo e la fidanzata Ilenia. Nello, invece, la moglie Emidia e i figli Marco e Debora.

Valerio durante la Quintana (foto quintanadiascoli)

Per tutti loro parole di speranza che «dal buio si possa ritrovare la luce nella fede» da parte del parroco don Nazareno Gaspari. «Valerio è morto facendo un gesto di altruismo» ha detto nell’omelia, riferendosi alla tragica circostanza in cui, per spegnere un focolaio acceso dai fuochi d’artificio, è precipitato per una ottantina di metri. «Avrebbe potuto lasciar stare, ma il senso del bene comune ha prevalso, anche se questo gli è costato la vita» ha continuato dn Nazzareno, affiancato nella celebrazione dal vice parroco don Marian Bojor, don Benito Massi ex parroco di Arquata e don Umberto Puglia parroco di Venarotta.

E’ stato molto toccante il ricordo degli amici del giovane, «il nostro Angelo barbuto» come lo hanno chiamato, e con il quale hanno condiviso tante emozioni e avventure. Per tutti Valerio è stato, e rimarrà, il ragazzo che si è sempre speso per gli altri, senza mai tirarsi indietro o risparmiarsi. Anche il cordoglio della Quintana per Valerio, che aveva partecipato alla rievocazione storica. Giunge dal Magnifico Messere (il sindaco Marco Fioravanti), dal Consiglio degli Anziani presieduto da Massimo Massetti e da tutto il popolo della Quintana che si è stretto intorno all’immenso dolore della mamma e dei familiari del ragazzo.

m.n.g.

Il luogo della tragedia a San Marco, con la staccionata di legno oltre la quale Valerio (nel riquadro) è precipitato la notte di Capodanno

 


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