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Le due amiche travolte e uccise
Renelli in lacrime:
«Era buio, non le ho viste»

SENIGALLIA - Il camionista 47enne Massimo Renelli aveva trascorso la serata nella stessa discoteca da cui erano appena uscite Elisa Rondina e Sonia Farris. Il sindaco Mangialardi: «Sono vicino alle famiglie delle due donne. E' una tragedia del territorio. Quello che è successo a Massimo poteva capitare a chiunque»

Massimo Renelli

«La strada era buia, stretta, non le ho proprio viste. Appena ha capito che era successo qualcosa di grosso, mi sono fermato con l’auto e ho chiamato il 113». Tra le lacrime e lo choc, ha ricostruito in questa maniera la dinamica della tragedia avvenuta nelle prime ore del mattino sulla Provinciale Arceviese, Massimo Renelli, il 47enne di Senigallia arrestato con l’accusa di duplice omicidio stradale, con l’aggravante di essere risultato positivo all’alcoltest. L’uomo, autotrasportatore, era alla guida della sua Fiat Punto quando all’altezza della “Cantina Mezzanotte” ha travolto la 43enne Elisa Rondina e la 34enne Sonia Farris, morte sul colpo. Come le vittime, anche il senigalliese aveva trascorso la serata al “Megà”, discoteca che la notte dell’Epifania si è riempita per l’evento dedicato alla musica latina.

Sonia Farris e Elisa Rondina

Quando è avvenuta la tragedia, Renelli era da poco partito con la sua Punto dal parcheggio del locale per procedere in direzione Bettolelle. Elisa e Sonia camminavano ai bordi della carreggiata. «Era buio, non le ho proprio viste» è la versione data da Renelli. Appena ha sentito il rumore sordo di un impatto, ha arrestato la corsa. «Quando ho capito che è successo qualcosa di grosso, mi sono fermato e ho chiamato il 113». In un primo momento, non avrebbe avuto contezza della portata dell’incidente. Quando è emersa la verità, è sprofondato nel dolore e in uno stato di choc. Incensurato, è stato tradotto dagli agenti della Polizia Stradale di Ancona nelle celle di sicurezza della Questura del capoluogo. Attenderà qui la fissazione dell’udienza di convalida dell’arresto che si terrà, probabilmente, mercoledì mattina 8 gennaio in Tribunale. In mattinata, ha avuto un primo colloquio con il difensore d’ufficio, l’avvocato Marusca Rossetti. Con lei, tra le lacrime, il 47enne ha ricostruito gli attimi  della tragedia che ha spezzato la vita delle due amiche.

Il sindaco Mangialardi

Sulla triste vicenda interviene anche il sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi. «Esprimo la mia personale vicinanza alle famiglie delle vittime e alle comunità dei Comuni di provenienza di queste due donne – dice – questa è una tragedia non solo familiare ma anche del territorio. Le due vittime erano di Colli al Metauro, ma ci sentiamo profondamente toccati anche noi. Conosco Massimo, è un mio concittadino, quello che è successo a lui poteva capitare a chiunque. Purtroppo si torna a dibattere a livello nazionale di un mix letale come alcol, uso del cellulare al volante e velocità. E’ una tragedia troppo grande che sconvolge tante famiglie».

Sul tragico incidente di stamattina interviene anche il senatore Francesco Battistoni, commissario regionale di Forza Italia per le Marche. «Esprimo la mia personale vicinanza – scrive – e quella di tutto il movimento politico di Forza Italia ai familiari delle giovani donne. Imorti sulle strade in Italia rappresentano un vero male da estirpare, un flagello che vede ogni anno scomparire l’equivalente di un piccolo comune italiano. Si dovrebbe investire più in sicurezza stradale. Si doveva farlo anche nel tratto della Provinciale Arceviese dove è accaduto l’incidente di questa notte, una strada descritta da molti cittadini al limite della percorribilità».

Le due amiche travolte e uccise all’uscita dalla discoteca: arrestato il 47enne che guidava ubriaco


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