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Chiude dopo 140 anni il negozio
di tessuti di Silvia Buratti

COMUNANZA - Una decisione non facile per la commerciante 76enne che porta avanti l’attività iniziata dalla sua famiglia nel 1880 e diventato un punto di riferimento per tutta l’area montana. Alla base della scelta, oltre che il diritto di godersi la meritata pensione, anche la crisi, le tasse, la concorrenza del commercio on line e il devastante terremoto del 2016

Silvia Buratti nel suo negozio di viale Dante a Cmunanza

Ha chiuso i battenti, dopo 140 anni, il negozio di stoffe di Silvia Buratti, a Comunanza nel centralissimo viale Dante.  A 76 anni suonati (anche se non si direbbe) la storica commerciante ha capito che era il momento di godersi la più che meritata pensione. Non è stato semplice per lei, «“vissuta” dentro il negozio», racconta il figlio Luigi De Cesaris, decidere di lasciare l’attività che la sua famiglia porta avanti dal 1880, grazie alla lungimiranza del nonno, l’allora giovanissimo Eugenio Silvio Antognozzi. Purtroppo però la crisi globale, la concorrenza del commercio on line, le tasse, i costi e, giusto per non farsi mancare nulla, il terremoto del 2016, hanno portato Silvia all’amara decisione. Figli e nipoti del resto hanno intrapreso strade, lavorative e di studio, completamente diverse. 

Nonno Silvio iniziò con il commercio ambulante non di sole stoffe, ma anche granaglie, legumi, pesce affumicato ed altro, percorrendo per anni, con la sua “cacciatora” a traino di cavallo, le strade montane recandosi alle fiere di tutti i paesi dell’entroterra fino ad Ascoli Piceno e Servigliano. Negli anni ’20 il commercio venne regolamentato e Antognozzi nel 1927 ottenne la licenza di commercio n.2 di Comunanza, iniziando così la vendita in negozio. Nel secondo Dopoguerra fu la figlia Marina, insieme con il marito Luigi Buratti (i genitori di Silvia), a continuare ed ingrandire la rivendita di tessuti. Marito e moglie lavoravano nella bottega e, a bordo di un camioncino Fiat 503 a manovella, partecipavano a fiere e mercati dei dintorni. La crisi della sartoria degli  anni ’80 non spaventò i Buratti che introdussero la vendita di intimo, mercerie e maglie da donna. Mamma Marina ha  lavorato in negozio fino all’anno della sua scomparsa, era il 1990 ed aveva 88 anni.

Il 74esimo compleanno di Silvia, festeggiato in negozio con le amiche

L’attività nel tempo è  diventata un punto di riferimento per l’intera area montana, dove non c’è una persona che almeno una volta non se ne sia servita. E sono tanti gli aneddoti che si sono accumulati tra le stoffe dei più pregiati marchi. Uno tra i più curiosi riguarda mamma Marina, che all’età di soli 4 anni veniva portata alle fiere chiusa in una gabbia per polli appesa sulla parte esterna della carrozza. Oppure c’è la storia della cavalla del nonno che si inchiodava davanti alle osterie del tempo e non ripartiva fin quando non le veniva fatto bere un bicchiere di vino bianco. Il negozio inoltre non era mani vuoto e non solo per gli avventori. Con Silvia era infatti diventato un luogo di ritrovo per le amiche e fungeva anche da estemporanea segreteria del locale centro anziani “Pascali”. La bottega è stata anche una sorta di asilo perchè lì la titolare, diventata nel frattempo nonna, ha cresciuto le nipoti, spesso aiutata dalla collega e amica ora scomparsa Peppina Pucci. Nei giorni bui del terremoto di tre anni fa il negozio è stato la casa di Silvia e famiglia, che risalivano ai piani superiori dove si trovano le abitazioni, solo per la notte e per lo stretto indispensabile, sentendosi più al sicuro dietro le vetrine.

Come tutte le belle storie, anche questa prima o poi doveva finire, lasciando due certezze: Silvia adesso potrà dedicarsi ai suoi hobby e alla sua bella famiglia. Comunanza da oggi sarà un po’ più vuota di quei momenti di vita allegra e genuina che ancora ruotano intorno alle botteghe dei piccoli Comuni.

m.n.g.

Primi anni ’60, Silvia 17enne con i genitori Luigi Buratti e Marina (foto archivio Luigi De Cesaris)


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