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Un’altra strage di pecore,
Coldiretti: «Rimborsi insufficienti»

ASCOLI - Ennesimo attacco da parte di lupi, o cani inselvatichiti, in un allevamento in via Salaria Inferiore, a due passi dalla città. Uccisi ventidue agnelli e due pecore, mentre altri tredici capi risultano dispersi

Pecore e agnelli uccisi nell’allevamento ascolano

Ancora una strage di pecore. Ancora ad Ascoli. Preoccupa il fatto che sia avvenuto alle porte della città, in via Salaria Inferiore, dove – secondo la Coldiretti, che ha fatto intervenire sul posto gli addetti del servizio veterinario di Area Vasta 5 – si tratta di lupi. Ma potrebbero anche essere cani inselvatichiti. Sta di fatto che il titolare dell’allevamento si è trovato di fronte a due pecore e ventidue agnelli morti, più altri tredici capi dispersi, fuggiti terrorizzati chissà dove.

«La recente delibera di giunta (la numero 850 del 15 luglio 2019) e i relativi atti applicativi – affermano Armando Marconi e Alessandro Visotti, presidente e direttore della Coldiretti Ascoli-Fermo – non sono pienamente condivisibili e abbiamo già proposto diversi emendamenti perché, se da una parte si può essere soddisfatti per quanto riguarda i fondi dedicati alla prevenzione (destinati a investimenti su recinti, cani da guardia, ecc.) molta strada c’è ancora da fare per quel che concerne i rimborsi. Vanno migliorate le tempistiche e compresi anche i danni indiretti visto che, tutt’ora, i capi dispersi o morti nella calca non sono compresi tra quelli rimborsabili. L’entità del rimborso – continuano – non si occupa nemmeno della perdita di reddito e spesso non arriva a coprire nemmeno le spese di smaltimento delle carcasse. Per questo chiediamo maggior impegno alle istituzioni per permettere la coesistenza tra allevatori e lupi – concludono – quello degli attacchi al bestiame è l’allarme continuo di un settore che è presidio di territori che altrimenti sarebbero abbandonati».


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