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Lezioni di educazione fisica nel tendone
lasciato dall’Esercito dopo il terremoto

VENAROTTA - Tensostruttura in comodato d'uso gratuito da quattro anni. Il dirigente scolastico Sergio Spurio: «Al momento è l'unica soluzione percorribile. Speriamo tutti che la nuova scuola diventi realtà, con i lavori che inizieranno nei termini stabiliti dalla gara d'appalto che sta per essere predisposta»

Il tendone dove svolgono le lezioni di educazione fisica i piccoli studenti di Venarotta

di Andrea Ferretti

Il terremoto ha lasciato il segno anche a Venarotta. E a farne le spese, a distanza di tre anni e mezzo, sono scuole e piccoli studenti. Le cinque classi della Elementare e le tre della Media, infatti, per il quarto anno scolastico consecutivo stanno svolgendo le lezioni di educazione fisica all’interno del tendone lasciato dall’Esercito dopo la scossa del 30 ottobre che fece danni irreparabili alla struttura scolastica. E’ ancora lì, e ospita le lezioni di ginnastica della Primaria e della Media. Il riscaldamento c’è, ma la temperatura inevitabilmente resta molto bassa. Insomma, un qualcosa di provvisorio che, dopo tanto tempo, lascia però abbastanza increduli.

A Venarotta il terremoto ha risparmiato l’edificio che ospita la Materna, con i bambini dai tre ai cinque anni che svolgono motoria in uno spazio interno, per loro comunque sufficiente. Divenne invece inagibile la porzione che ospitava la Media. Lì c’era anche la palestra che veniva utilizzata anche dalle Elementari. Risultato: otto classi, per un totale di circa 150 bambini, costrette oggi a seguire le lezioni di educazione fisica nel tendone dell’Esercito, dove non ci sono uscite di sicurezza. Sul fronte della pulizia, poi, sembra che nel tendone entrino dei gatti.

La speranza dei bambini, ma soprattutto delle famiglie, e anche degli insegnanti e del dirigente scolastico Sergio Spurio (da quest’anno alla guida dell’Isc Tronto-Val Fluvione al posto di Silvia Giorgi) è che non ci siano “inciampi” sulla costruzione del nuovo edificio scolastico al centro del paese. Si tratta di un progetto esecutivo, in attesa solo della gara di appalto. Anche il Comune quindi, con in testa il sindaco Fabio Salvi, spera che la nuova scuola si materializzi nei tempi dovuti. Tutto questo dopo l’accantonamento, ormai definitivo, del progetto di una nuova scuola che doveva sorgere a Capodiapiano. Lì sarebbero stati convogliati non solo i plessi di Venarotta, ma pure quelli della vicina Roccafluvione.

«Il tendone – spiega il sindaco Salvi – ci è stato affidato con la formula del comodato d’uso gratuito da parte dell’Esercito, fino a che non avremo una vera palestra, poi lo smonteranno e lo porteranno via. E’ chiaro che si tratta di una soluzione provvisoria, ma al momento è l’unica. La nuova scuola che verrà costruita accorperà Materna, Elementare e Media e ci sarà anche la palestra».

L’Isc Tronto-Valfluvione, che comprende anche Acquasanta e Arquata, è stato ereditato da pochi mesi da Sergio Spurio. «E’ una situazine provvisoria, è la situazione che ho trovato – dice Spurio – e al momento anche l’unica percorribile. I bambini raggiungono la palestra con lo scuolabus messo a disposizione dal Comune, e speriamo tutti che la nuova scuola diventi realtà al più presto con i lavori che inizieranno nei termini stabiliti dalla gara d’appalto che sta per essere predisposta».

Nello stesso Isc Tronto-Val Fluvione, i bambini dispongono di una palestra a Roccafluvione, così come i loro coetanei di Acquasanta Terme (nella frazione di Centrale) e di Arquata del Tronto nella scuola “Specchio dei tempi”. In queste ultime due località è stato tutto possibile grazie al grande cuore e alle donazioni di privati.


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